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Lunedì, 22 Aprile 2024
Il mondo della scuola

"Nel nome dei giudici Falcone e Borsellino racconto la legalità ai ragazzi. E i giovani partecipano con affetto"

Lunedì sera Pippo Giordano ha incontrato il gruppo scout della parrocchia Santa Caterina da Siena di Forlì. Da mercoledì sarà alla scuola media Orceoli

Prosegue il ciclo di incontri dedicata alla legalità di Pippo Giordano, l’ex ispettore della Dia che racconta con passione ai giovani la sua storia, gli appostamenti, gli interrogatori e di come, insieme a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ha speso la vita al servizio della comunità nello sforzo di portare alla luce l’organizzazione mafiosa siciliana di Cosa Nostra. Lunedì sera ha incontrato il gruppo scout della parrocchia Santa Caterina da Siena di Forlì. "E' stato un incontro emozionante per le tantissime domande che i ragazzi e i presenti mi han rivolto - racconta Giordano E a tal proposito, vorrei sfatare la nomea, secondo la quale i giovani sono insensibili alle tematiche sulla legalità. Non è affatto vero. Ho conosciuto migliaia di ragazzi in oltre 15 anni di incontri scolastici, e posso ben dire, senza tema d'esser smentito, che i giovani partecipano con interesse ad iniziative del genere. Loro stessi esplicitano la speranza d'aver una società priva di condizionamenti mafiosi, condividendo quei valori fondanti di una giustizia equa".

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"Durante la mia permanenza tra i banchi di scuola, ho conosciuto davvero la meglio gioventù e segnatamente quella forlivese - continua Giordano -. Raccontar ai ragazzi, la vita, le gioie e i dolori degli uomini che han pagato con la vita per aver tenuto fede al giuramento verso lo Stato, lo ritengo doveroso. E nel farlo mi accorgo che i ragazzi partecipano con tanto affetto, e ciò mi spinge sempre più ad andare avanti. Ed è per questi motivi, che da mercoledì inizierò le mie cinque giornate all'Orceoli di Forlì. Troverò un bel verde prato dove seminerò nei cuori e nella mente dei ragazzi, il seme della legalità. I ragazzi di terza, mi aspettano ed io  non li deluderò. Questi incontri nascono per volere di Paolo Borsellino, che disse: “Parlate di mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene”. Ed io non posso dimenticare, quell'ultimo venerdì, 17 luglio 1992, che trascorremmo insieme. I martiri della violenza mafiosa debbono vivere attraverso le mie parole. I miei occhi videro tanto sangue versato, ma videro anche tanta passione ed amore verso questo grande Paese che è l'Italia. A tutti loro va il mio commosso ricordo".

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