Cronaca

Nel nome di Artusi: Forlimpopoli si candida all’Unesco Creative Cities Network

Come si legge nel sito dell'Unesco, "le 246 città, nei paesi di tutto il mondo, che attualmente fanno parte della rete collaborano per un obiettivo comune"

Forlimpopoli si candida all’Unesco Creative Cities Network per la sezione gastronomia. "Non possiamo che appoggiare e sostenere con forza questa candidatura - sono le parole del parlamentare Marco Di Maio in un post su Facebook -. Chi meglio di Forlimpopoli rappresenta il connubio perfetto tra arte e cultura gastronomica che vede la sua massima espressione nella figura di Pellegrino Artusi, il cui libro di ricette “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” del 1891 è noto in tutto il mondo?".

"Territorio, tradizione, cultura e gastronomia fanno della cittadina romagnola la miglior candidata a questo riconoscimento, che dovrà essere vagliato dalla commissione italiana Unesco assieme ad altre candidature per poi approdare alla selezione finale - conclude il deputato -. Appoggiamo questa ipotesi e facciamo il tifo per Forlimpopoli". La Rete delle Città Creative dell'Unesco è stata creata nel 2004 per promuovere la cooperazione tra le città che hanno identificato la creatività come elemento strategico per lo sviluppo urbano sostenibile ed è  divisa in sette aree corrispondenti ad altrettanti settori culturali (musica, ketteratura, artigianato e arte popolare, design, media arts, gastronomia, cinema).

Come si legge nel sito dell'Unesco, "le 246 città, nei paesi di tutto il mondo, che attualmente fanno parte della rete collaborano per un obiettivo comune: fare della creatività e del'industria culturale il centro dei loro piani di sviluppo a livello locale e collaborare attivamente a livello internazionale. Tutte le Città Creative sono impegnate nello sviluppo e nello scambio di buone pratiche innovative per rafforzare la partecipazione alla vita culturale e per integrare la cultura nelle politiche di sviluppo urbano sostenibile. Inoltre, la Rete sostiene gli scambi artistici e il partenariato della ricerca sia con le città della rete che con il settore pubblico e il settore privato. In quanto tali le Città Creative contribuiscono al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite".

Attualmente in italia le città creative sono Bologna (musica), Fabriano (artigianato e arte popolare), Roma (cinema), Parma (gastronomia), Torino (design), Milano (letteratura), Pesaro (musica), Carrara ((artigianato e arte popolare), Alba (gastronomia), Biella (artigianato) e Bergamo (gastronomia). "La Rete delle Città Creative - si legge - ha tra i suoi obiettivi quello di funzionare come laboratorio di idee e di esperienze innovative intese a capitalizzare il potenziale di cultura e creatività per lo sviluppo urbano sostenibile. Per questo ogni 4 anni le Città Creative sono tenute a presentare un rapporto di monitoraggio inteso a dimostrare l’impegno verso l’attuazione della missione della Rete, presentare un nuovo piano d’azione per i successivi 4 anni, fornire un panorama dell’impatto della designazione, incoraggiare lo sviluppo di ricerche sulle esperienze delle Città Creative".

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