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Nel Parco delle Foreste Casentinesi tracce di martora e gatto selvatico

Agli incontri di formazione, aggiornamento e ai transetti di rilevamento percorsi partecipano, oltre l’Università e il Corpo Forestale dello Stato, anche i volontari dell’associazione Amici del Parco

Il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, in collaborazione con il prof Bernardino Ragni del Dipartimento di Biologia Cellulare e Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia, hanno dato avvio nella primavera del 2012 ad uno studio triennale dedicato alla conservazione di carnivori rari e ad un uso sostenibile del loro habitat nell’area del Parco, con approccio metodologico naturalistico e genetico.

Agli incontri di formazione, aggiornamento e ai transetti di rilevamento percorsi partecipano, oltre l’Università e il Corpo Forestale dello Stato, anche i volontari dell’associazione Amici del Parco. Dopo il primo anno di attività, si possono già riscontrare alcuni notevoli e interessanti risultati, che hanno portato alla pubblicazione di uno specifico report da parte dell’equipe di studiosi. La specie target dell’indagine è la martora, Martes martes, sulla cui presenza fino ad ora non si disponeva di dati scientifici oggettivi, ma che è stata invece confermata dalla raccolta di tracce e feci, successivamente sottoposte ad analisi genetica con ricerca del Dna attraverso il trattamento delle cellule epiteliali intestinali depositate in superficie.

A ciò si aggiunge incontrovertibile il ritrovamento, risalente a ben sedici anni fa, della carcassa di un esemplare investito nei pressi dell’Eremo di Camaldoli, e conservato tra i reperti precedenti l’indagine. I risultati di questo primo anno di ricerche delineano così un quadro in cui la martora è presenza accertata nel Parco, seppur con una popolazione a bassissima densità e probabilmente relegata nella sua porzione settentrionale. Per quanto riguarda invece il gatto selvatico europeo, Felis silvestris silvestris, a ben ventotto ammonta il numero degli avvistamenti precedenti il 2012 e confermati dal recente studio, cui vanno aggiunti tre foto-trappolaggi di esemplari maschi effettuati nell’anno in corso. Questo elusivo felino, dopo la fase di colonizzazione risalente a circa dieci/quindici anni fa, si conferma perciò con una popolazione stabile, probabilmente vitale, nel territorio delle Foreste Casentinesi.

La presenza è confermata inoltre dai numerosi dati raccolti nell’ambito di un Dottorato di Ricerca dedicato a questa interessante specie, condotto dal dottor Edoardo Velli dell’Università Roma Tre proprio sul territorio del Parco nazionale. Le altre due specie-obiettivo della ricerca sui carnivori sono la faina, che sappiamo già piuttosto diffusa, e la puzzola, specie che appare invece ancora più rara e localizzata della stessa martora. Sulla base dei risultati ottenuti nel corso di questa prima fase, il secondo anno di studio, già avviato, sarà prevalentemente caratterizzato da raccolta e campionamento nelle aree non ancora indagate, oltre al proseguimento delle necessarie analisi genetiche e ad un protocollo di ricerca specifico per il gatto selvatico, da affiancare a quello fin qui adottato per la martora.

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