Nel segno della non violenza: concluso lo scambio giovanile europeo a Forlì

I giovani hanno manifestato la soddisfazione per il percorso fatto, per i contenuti emersi e per le opportunità di conoscenza e di scambio ricevute da questa esperienza.

Si è concluso mercoledì lo scambio giovanile che ha coinvolto il Centro Pace di Forlì come capofila, insieme ad altre quattro associazioni provenienti dalla Spagna, dalla Slovacchia, dalla Croazia e dalla Slovenia. Questo progetto ha portato a Forlì quaranta giovani dai 19 ai 28 anni, tutti insieme hanno condiviso un’esperienza di apprendimento legata alla gestione dei conflitti con le metodologie della non violenza. L’obiettivo del Centro Pace, spiega il presidente Michele Di Domenico, "infatti è stato quello di lasciare un seme sul tema della non violenza ai partecipanti, in modo che una volta tornati a casa lo possano sviluppare e far crescere come una pianta positiva per un futuro di pace, libertà e democrazia in Europa".

"Lo scambio giovanile è stato caratterizzato da momenti di gioco, di confronto, da lavori di gruppo sui conflitti, da performance “teatrali” e da una simulazione di conflitto che ha coinvolto i partecipanti in diversi ruoli (polizia, migranti, oppositori, giornalisti, ed altri gruppi sociali) - illustra il presidente del Centro della Pace -. Questo scambio giovanile è finanziato dall’Unione Europea dentro la linea dei progetti erasmus plus volti a favorire l’incontro, la conoscenza e il confronto fra i giovani dell’unione europea; tutte modalità che vogliono dare un futuro di coesione e di speranza all’Europa, e sulle quali il Centro Pace si impegna in prima persona".

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Alla giornata di chiusura era presenta l’assessore alla Pace e ai Diritti Umani del Comune di Forlì Raul Mosconi, che ha sottolineato l’importanza di queste iniziative per promuovere una cultura di pace anche nel territorio. Infine i group leader dei 5 paesi (Liliana De Negri per l’Italia, Lorena Rebon Rincon per Gran Canaria-Spagna, Inka Bothova per la Slovacchia, Tjasa Kozjan per la Slovenia e Marin Sutalo per la Croazia) hanno manifestato la soddisfazione per il percorso fatto, per i contenuti emersi e per le opportunità di conoscenza e di scambio ricevute da questa esperienza.

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