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Nell’anno del Dragone un corso per le cinesi in gravidanza

Il Consultorio dell’Ausl di Forlì, diretto dalla dott.ssa Nancy Inostroza, ha organizzato, in collaborazione col Centro Famiglie del Comune, un corso gratuito di accompagnamento al parto

Nell’anno del Dragone, nella cultura cinese particolarmente propizio a intraprendere una gravidanza, il Consultorio dell’Ausl di Forlì, diretto dalla dottoressa Nancy Inostroza, ha organizzato, in collaborazione col Centro Famiglie del Comune, un corso gratuito di accompagnamento al parto specificatamente rivolto alle donne cinesi. L’obiettivo? Offrire a tutte le indicazioni utili per affrontare serenamente la gravidanza, nonostante la lontananza dal proprio paese.

Nel nostro territorio, d’altronde, si registra una notevole presenza di giovani famiglie cinesi: nell’ambito della popolazione straniera residente a Forlì, la comunità cinese è, infatti, la terza più numerosa, dopo quella romena e albanese, con 1.607 abitanti, pari al 12%. In generale, poi, le gravidanze portate avanti da donne straniere sono in costante crescita: dalle 613 del 2010, si è passati alle 627 del 2011, sino alle  653 del 2012.

L’iniziativa, articolata in 5 incontri, svoltisi nei locali del Centro Famiglie del Comune di Forlì, ha dato esito molto positivo, coinvolgendo 16 donne, tre delle quali accompagnate dai rispettivi mariti. Tutte le partecipanti, nei questionari di valutazione compilati a fine corso, si sono dette soddisfatte delle nozioni ricevute, giudicate, pressochè all’unanimità, utili ed esaurienti, e hanno dichiarato di essersi sentite sostenute e supportate nell’affrontare la gravidanza lontano dal proprio paese, più tranquille rispetto alle proprie paure e conscie delle proprie risorse, nonché maggiormente preparate al nuovo ruolo di genitore e consapevoli delle opportunità offerte dal territorio; inoltre, hanno giudicato utile conoscere altre persone della stessa nazionalità con cui condividere quest’esperienza.

La maggior parte (11) era alla seconda (8) o terza (3) gravidanza, e, nei precedenti casi, aveva partorito in Cina, mentre 5 sarebbero divenute mamme per la prima volta. Tutti gli incontri hanno visto la presenza di due mediatrici interculturali, il cui contributo è stato fondamentale visto che solo una donna capiva e parlava correttamente l’italiano. Quanto all’età delle partecipanti, si aggirava fra i venti e i quarant’anni, con una permanenza in Italia variabile dai 4 mesi ai 10 anni. Quasi tutte avevano un’occupazione, ma talvolta le condizioni di lavoro le obbligavano a lavorare sino ad un periodo avanzato della gravidanza.

Gli incontri, che hanno spaziato dalle specifiche tematiche riguardanti la gravidanza a come accudire il bambino o utilizzare correttamente i servizi presenti sul territorio, hanno visto gli interventi dell’ostetrica Paola Minutelli, della dott.ssa Paola Zanasi, ginecologa, della dott.ssa Laura Gaspari, pediatra, dell’assistente sanitaria Gaetana Gallo, e dell’educatrice del Centro Famiglie Gloria Nanni.

«Il corso – commenta la dott.ssa Nancy Inostroza, che ha coordinato tutti i cinque incontri – si proponeva di favorire un vissuto sereno e consapevole della gravidanza, promuovendo l’integrazione sociale e il benessere femminile, e garantire un percorso di assistenza di qualità in grado di offrire sostegno dalla gravidanza al parto, sino al ritorno a casa».

Le donne cinesi sono state informate dell’opportunità di aderire al corso in occasione delle visite effettuate al Consultorio di via Colombo, anche attraverso apposito materiale divulgativo in lingua.

«In tutti gli incontri abbiamo cercato di favorire il più possibile la partecipazione interattiva, ottenendo un’ottima risposta – prosegue la dott.ssa Inostroza – le presenti, infatti, hanno posto molte domande, soprattutto di ordine pratico e concreto, mentre minore interesse hanno suscitato gli aspetti emotivi, le emozioni, i sentimenti».

Dopo il corso organizzato nel 2010 a Galeata e rivolto a donne straniere, questa è la seconda iniziativa specificatamente rivolta alle future madri extra-comunitarie. «Come target avevamo individuato le arabe o le cinesi, perché sono le più difficili da raggiungere – spiega la dott.ssa Inostroza – alla fine, la scelta è caduta su queste ultime perché, da un’indagine condotta nel primo semestre 2012, sono risultate quelle con la maggiore percentuale di gravidanze in corso; in ogni modo, intendiamo proseguire su questa strada, con altri momenti informativi e di sensibilizzazione rivolti a gruppi particolari di extra-comunitarie».

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