Nella bottega del ciabattino Sgalì il tempo si è fermato: la sua storia raccontata a chi vuol "cambiare vita"

"Cambia Vita" è il progetto lanciato in estate a Rocca per far sì che qualche nuovo nucleo familiare o singola persona decidano di trasferirsi stabilmente a Rocca, apprezzando la qualità della vita che qui si può sperimentare

“Do ciacri”, ovvero “due chiacchiere”: è questo il titolo scelto per la rubrica video avviata sulla pagina fb del Progetto "Cambia Vita", con l’intento di raccontare la socialità che anima il paese di Rocca San Casciano. La prima puntata è stata incentrata sulla bella vicenda umana e lavorativa di Sgalì, Libero Limoncini, l’ultimo calzolaio di Rocca, operativo nella sua bottega di piazza Garibaldi fino a 97 anni, raccontata dal figlio Paolo, intervistato da Vincenzo Bongiorno, ideatore e curatore della rubrica.

"Cambia Vita" è il progetto lanciato in estate a Rocca per far sì che qualche nuovo nucleo familiare o singola persona decidano di trasferirsi stabilmente a Rocca, apprezzando la qualità della vita che qui si può sperimentare, compresa la dimensione della socialità che resta quella del Paese. La casa nel centro del paese, concessa con il progetto gratuitamente per una settimana a chi voglia provare la vita a Rocca è già stata prenotata fino a metà ottobre, e da quando è a disposizione, a partire da sabato 18 luglio, non è mai stata lasciata vuota. Continuano ad arrivare richieste, circa 200 mail e più di 150 telefonate.

E per far conoscere meglio la socialità del paese di Rocca San Casciano, per chi cerca e dà valore ai vecchi rapporti umani di una volta, è partita la rubrica che nella prima puntata racconta la bella vicenda umana e lavorativa di Sgalì, l’ultimo ciabattino di Rocca, raccontata dal figlio Paolo Limoncini nel dialogo con Vincenzo Bongiorno, visualizzata da 1.579 utenti della rete. 

VIDEO - Dentro la bottega di Sgalì

“In questa sua bottega, caratteristica anche perché collocata ai piedi della Torre Civica, mio babbo - racconta Paolo - ha fatto il ciabattino dalla fine degli anni ’50 fino al 2007. Ha accomodato le scarpe per decenni a tutta Rocca e dell’ottobre 2006 sono l’ultimo paio che ha risuolato. La bottega era anche un luogo di incontro dove si fermavano tutti i giorni diverse persone, si facevano due chiacchiere, si parlava di sport o di politica”. Tante le scolaresche che negli anni sono andate a vedere la bottega di Sgalì, anche perché lì il tempo di è fermato ed è quindi possibile ammirare come lavorava un ciabattino di una volta. Ancora oggi è possibile visitare questo luogo speciale, contattando Paolo (cell.: 331.4094784), che aggiunge: “Un tempo il luogo dove poi sorse la bottega di mio babbo, fu parte delle prigioni per anni presenti in paese. Si dice che quella fosse una cella punitiva”. Rocca San Casciano fu sede di tribunale dal 1837 al 1923.

Vincenzo Bongiorno, uno dei componenti del team promotore del Progetto "Cambia Vita" in rappresentanza di Confedilizia Forlì-Cesena, spiega: “La qualità della vita di un luogo è di sicuro data dal decoro di strade e palazzi, dai servizi e dalle opportunità di lavoro, ma anche, e non da ultimo dalla socialità, dalla dimensione comunitaria, dalle storie, dalle persone-peronaggi che lo animano tutti i giorni o che l’hanno animato in passato. Per raccontare un po’ di questa enorme ricchezza di umanità presente a Rocca San Casciano, è stata pensata la rubrica “do ciacri”, una video chiacchierata dai dieci ai quindici minuti al massimo, che uscirà ogni due settimane con una nuova puntata”.

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