"Nelle case di riposo anziani come in prigione, trovare soluzioni contro l'isolamento"

Trovare soluzioni alternative per rompere l'isolamento degli anziani nelle case di riposo, ora che è stato disposto con un'ordinanza il blocco delle visite dei parenti

Trovare soluzioni alternative per rompere l'isolamento degli anziani nelle case di riposo, ora che è stato disposto con un'ordinanza il blocco delle visite dei parenti. L'accorato appello arriva, durante la terza commissione del Consiglio Comunale di Forlì, venerdì pomeriggio, da Marinella Portolani, consigliera di Fratelli d'Italia: "Molti nostri cari, spesso con demenza senile, non riescono a elaborare cosa succede, non hanno i mezzi per capire e sono come in prigione". Per Portolani, quindi, "non si può pensare di isolare gli anziani nelle case di riposo per mesi, rischiano di morire soli". Bocciata la soluzione delle videochiamate via cellulare, con strumenti tecnologici che i grandi anziani non possono fruire, dato che "quelli con demenza ci impiegano un po' di tempo solo per riconoscere i volti dei loro cari". L'idea quindi è di implementare una stanza con una separazione in plexiglass, "così che almeno ti vedano e riescano a parlare", sempre Portolani. Il consigliere di Italia Viva Massimo Marchi parla di "anziani in regime di 41 bis" (il carcere duro per i mafiosi, ndr). Dello stesso avviso Federico Morgagni Morgagni, capogruppo di Forlì & Co: "E' una misura molto dura e restrittiva, dobbiamo essere consapevoli degli effetti collaterali che produce: la tragica solitudine di questi anziani, con rischio che si trovino isolati per sei mesi".

A tutte queste obiezioni ha risposto l'assessore al Welfare Rosaria Tassinari che parla di un"ordinanza assunta in modo doloroso, tanto che oltre a sostenere i contatti con le videochiamate, si sollecita anche l'intervento dello psicologo". Continua Tassinari: "E' un'ordinanza di due settimane di durata per monitorare l'andamento per valutarne gli effetti". Un'altra soluzione, spiega sempre l'assessore, è somministrare tamponi a risposta rapida, che sono in arrivo, a tutti i visitatori che entrano nelle case di riposo, "ma c'è una criticità enorme nelle residenze per anziani:  la carenza personale infermeristico, chi somministrerà questi tamponi veloci?". 

Attualmente le case di riposo forlivesi sono in condizioni non critiche: "Ad oggi un solo caso isolato alla Zangheri, una persona portata prima all'ospedale e poi nella residenza per anziani Covid di Bellaria". Ma in tutta la Regione ci sono 224 positivi nelle Cra, 25 nel territorio di Ravenna e altri 34 nel distretto sanitario di Lugo. Il problema, insomma, è già alle porte di Forlì. Per gli anziani delle case di riposo, dopo la strage della scorsa primavera, sono state approntate due residenze Covid: una a Bellaria e un'altra in arrivo a Ravenna, spiega l'assessore Tassinari. Qui verranno immediatamente isolati gli anziani che non necessitano del ricovero ospedaliero. Attualmente all'ospedale Morgagni sono ricoverate 26 persone in malattie inferttive e 2 in Rianimazione. 

Forte attenzione anche ai disabili, tema toccato dalla dirigente dei Servizi sociali Rossella Ibba: "E' stata alzata la soglia di attenzione. I centri diurni per disabili sono stati  riattivati a giugno e a settembre ampliati con servizi in più". Non mancano le difficoltà: "Ora si  lavora in gruppi di 5 persone, prima erano di 15-20. Non ci sarà l'aumento del gruppo da 5 a 7, un'ipotesi per aumentare la copertura oraria, ma faremo di tutto per non sospendere o limitare drasticamente il servizio come la scorsa primavera".
 

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