Cronaca

Nelle farmacie forlivesi più di 25mila tamponi rapidi in tre mesi. Nuovo gazebo per il test in centro

Per Lattuneddu l'arrivo dei “vaccini anti-covid in farmacia sancisce in modo limpido il nuovo modello di farmacia territoriale, dove il cittadino trova la prima risposta alla richiesta di salute, un modello di farmacia come erogatore di servizi"

Le 31 farmacie attive sul territorio di Forlì sono pronte a fare la loro parte per la campagna vaccinale, fornendo il servizio di inoculazione del vaccino anti-Covid quando sarà possibile, ora che è stato sottoscritto l'accordo nazionale con le rappresentanze Federfarma e Assofarm, ma realisticamente questo sarà possibile quando arriverà in Italia il vaccino Johnson & Johnson, in quanto è quello che si può conservare in un frigorifero normale. Non solo: c'è anche l'aspetto della formazione specifica del farmacista, che non è stata ancora completata e riguarda ancora un piccolo numero di farmacisti. 

E' quanto è emerso dalla commissione consigliare di martedì pomeriggio in cui il Consiglio comunale ha sentito in audizione Alberto Lattuneddu, presidente di Federfarma Forlì-Cesena (farmacie private), Mario Patané, amministratore unico di ForlìFarma (farmacie comunali)  e Alessandro Malossi, presidente dell'Ordine dei Farmacisti di Forlì-Cesena. Tutti e tre i rappresentanti sottolineano la complessità logistica di realizzare punti vaccini nelle farmacie: non si tratta, infatti, solo di fare una 'puntura', ma c'è un corposo lavoro di registrazione amministrativa del vaccinato e una sorveglianza di un quarto d'ora dopo la somministrazione in caso di eventuale reazioni anafilattiche. E per questo viene chiesta anche l'assistenza del volontariato, in particolare quello sanitario della Croce Rossa.

Per Lattuneddu l'arrivo dei “vaccini anti-covid in farmacia sancisce in modo limpido il nuovo modello di farmacia territoriale, dove il cittadino trova la prima risposta alla richiesta di salute, un modello di farmacia come erogatore di servizi e che diventa il principale front office del servizio sanitario”, in quanto è capillare sul territorio e “sempre aperta, festivi e prefestivi”. Patané traccia il quadro delle farmacie presenti sul territorio comunale, che sono 32 farmacie (di cui 31 attive): 24 sono private e 8 comunali. In città c'è una farmacia ogni 3814 abitanti e nuove aperture potrebbero essere consentite solo come farmacia rurale nelle frazioni di Villa Selva, Villa Rovere, Villagrappa e San Lorenzo in Noceto. A dispetto di quello che si può pensare “non siamo esclusi dalle difficoltà economiche generali – spiega Patané -, anzi abbiamo avuto grossi problemi in certi mesi del 2020”. A livello nazionale c'è stata una contrazione delle vendite dell'1,7% (-3% sui farmaci), dato che diventa del -2,8% in provincia di Forlì-Cesena (-3,6% sui farmaci), anche se le comunali hanno tenuto fermandosi ad appena il -0,2% di ricavi generali e -2,8% sui farmaci. L'andamento è a macchia di leopardo, con perdite più sensibili nelle farmacie vicino agli ambulatori medici, mentre quelle nei quartieri più popolosi hanno avuto crescite, per effetto della dematerializzazione delle ricette mediche, per cui il paziente non è più obbligato al passaggio dal medico di base per il ritiro della ricetta cartacea, azione che comportava di solito la fermata, subito dopo, alla farmacia più vicina alla sede del medico di famiglia.

Le farmacie sono tutt'ora in prima linea per combattere il Covid: nelle 31 presenti in città sono stati eseguiti 13.594 test sierologico (dal 25 ottobre 2020) e ben 25.488 tamponi rapidi (dal 21 dicembre scorso). Per quanto riguarda le farmacie comunali sono stati eseguiti 1.981 sierologici e 8.028 tamponi in 5 covid-point realizzati mediante gazebo posti fuori dalle farmacie. “Oggi è stato installato il nuovo gazebo in Piazzetta della Misura, che ospiterà dal primo aprile il nuovo punto tamponi per il centro storico, e sarà attivato grazie alla collaborazione di due farmacie comunali (Piazza delle Erbe e De Calboli) e due private (Schibuola e Mancini). E' importante che anche il centro della città sia coperto da questo servizio”, spiega a ForlìToday l'amministratore unico di ForlìFarma Mario Patanè. E dopo test sierologici e tamponi rapidi il prossimo passaggio sarà appunto la somministrazione del vaccino, almeno per i vaccini più semplici da gestire dal punto di vista logistico e della catena del freddo. Per Alessandro Malossi, presidente dell'Ordine dei Farmacisti di Forlì-Cesena, tuttavia si aggiunge anche la necessità di “una scudo penale” per il farmacista.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Nelle farmacie forlivesi più di 25mila tamponi rapidi in tre mesi. Nuovo gazebo per il test in centro

ForlìToday è in caricamento