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Focus sui neopatentati: in provincia solo 2 candidati su 3 vengono promossi

Un dato che piazza Forlì-Cesena al penultimo posto in Regione. Al termine del percorso infatti viene promosso solo il 68% degli esaminati contro la media nazionale dell’84,8%

La patente di guida resta senza dubbio uno dei traguardi più importanti della vita, soprattutto per i giovanissimi. Ma a quanto pare non si tratta per niente di un traguardo semplice da raggiungere. Secondo l’elaborazione del Centro Studi di AutoScout24 (www.autoscout24.it), su base dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in Emilia Romagna nel 2019 40.858 persone hanno superato l'esame finale di guida per la patente B, pari al 77,2% sul totale (mentre la media nazionale è dell’84,8%). Un dato, quest’ultimo, che posiziona la regione al 16° posto in Italia per tasso di promossi. 

Tra le province, la percentuale più alta di promossi alla guida si registra a Bologna (87,8%) e Rimini (86,7%). Seguono Piacenza (82,4%), Reggio Emilia (78,6%), Ferrara (76,9%), Parma (75,2%), Modena (73,1%) e agli ultimi posti, Forlì-Cesena (67,9%) e Ravenna (61,8%). Ma l’esame di guida è “solo” la fase finale del test; prima bisogna superare la teoria, dove il dato degli idonei nella regione si ferma al 67,6%, un valore comunque superiore alla media nazionale (66,5%). I promossi alla teoria variano dal 70,9% di Modena e 70% di Ferrara ai più “rigidi” di Piacenza (63,6%).

Ma chi sono i neopatentati? Secondo l’analisi realizzata dal Centro Studi di AutoScout24 (www.autoscout24.it), condotta su giovani utenti neoautomobilisti dai 18 ai 24 anni, la maggior parte riguarda ovviamente la Generazione Z. Giovani che vogliono essere finalmente autonomi e poter gestire il proprio tempo (il 72%), ma che vedono la patente anche come una conquista personale (51%) o un mezzo per viaggiare (44%). Ragazzi che preferiscono l’auto agli altri mezzi per i propri spostamenti quotidiani (85%) ma che hanno caratteristiche di guida diverse, per lo più positive: da un lato la maggioranza, composta dai sicuri (46%), attenti (21%), prudenti (14%) e calmi (9%), dall’altro, fortunatamente limitati, dagli spericolati e incoscienti (8%), arrabbiati (2%) e distratti (1%). Una curiosità: nessuno si dichiara Insicuro, forse un elemento che caratterizza questa generazione.

Partiamo dall’inizio: guida e timori. La maggior parte dei giovani neopatentati (69%) si sente tranquilla e sicura alla guida sin dall’inizio, ma c’è un 16% che soffre d’ansia e vive o ha vissuto i primi momenti su strada con qualche preoccupazione. Al primo posto delle fobie più ricorrenti per chi ha appena iniziato a guidare c’è la paura di non riuscire a parcheggiare, indicata dal 26% dei giovani della fascia 18-24 anni. A seguire, con il 17%, il traffico, e al 12% la paura di investire i pedoni e di causare incidenti.

Qual è l’auto che i giovani neopatentati guidano abitualmente? Il 39% quella dei genitori e il 28% ne ha ricevuta una in regalo come premio appena superata la prova d’esame. Si tratta di vetture alimentate principalmente a benzina (50%) o diesel (35%), ma sull’età il campione si divide: il 55% più fortunato guida vetture che hanno meno di 5 anni di vita, mentre per il 26% supera i 10 anni.

Interrogati sull’auto ideale, la Generazione Z continua a preferire il motore a benzina, indicato dal 55% del campione, seguito a netta distanza dal diesel (16%), il quale sembra però perdere interesse probabilmente a causa delle campagne contro. L’ibrido e l’elettrico si fermano insieme al 12%. Sul fronte delle caratteristiche, secondo loro l’auto di un neopatentato dovrebbe essere piccola e compatta (34%), avere una carrozzeria resistente (24%), facile da parcheggiare e dotata di sensori che aiutano nelle manovre (19%).

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