Le neoplasie gastriche da Morgagni a oggi: se ne parla al Meeting

Ne parlerà Luca Saragoni, anatomopatologo del gruppo Ausl Romagna Cultura, venerdì pomeriggio alle 17, al Padiglione C4

Le neoplasie gastriche da Giambattista Morgagni ad oggi al centro di un incontro al Meeting di Rimini. Ne parlerà Luca Saragoni, anatomopatologo del gruppo Ausl Romagna Cultura, venerdì pomeriggio alle 17, al Padiglione C4. Giovanni Battista Morgagni è il padre della medicina moderna, grazie alla introduzione del metodo anatomo-clinico e l'innovazione del metodo morgagnano consiste nella correlazione tra alterazione patologica dell'organo, fenomenologia clinica e causa di quel preciso stato morboso. In pratica, Morgagni rivisitò il concetto e la mission dell'anatomia patologica, attribuendole un significato clinico con una importante ricaduta sulla cura dei pazienti.

"L'anatomia patologica moderna - spiega Saragoni, dirigente all'Unità Operativa dell'ospedale di Forlì ed autore di centinaia di pubblicazioni scientifiche nazionale ed internazionali - vede nel referto istopatologico, elaborazione ed atto diagnostico complesso ed articolato, che richiede precise e profonde conoscenze dell'anatomia macroscopica e microscopica, il momento culminante nel quale vengono riassunte tutte le informazioni essenziali per la gestione terapeutica del paziente. Questo assunto è particolarmente vero se si considera che la moderna terapia oncologica è basata sulla valutazione di fattori prognostici (eventi attesi come il tasso di recidiva e di mortalità) e di fattori predittivi (risposta della malattia ai diversi trattamenti terapeutici)".

"Aspetto non secondario è il ruolo fondamentale esercitato dalla anatomia patologica nella anticipazione diagnostica/diagnosi precoce dei tumori nell'ambito dei Programmi di Screening e non solo - prosegue Saragoni -. Tale ruolo attiene alla cosiddetta prevenzione secondaria dei tumori.A questo proposito, in merito al tumore dello stomaco, patologia tumorale per la quale la Romagna ha da sempre una alta incidenza, la diagnosi precoce ha permesso di guarire circa il 25% dei pazienti nel nostro territorio, in parte solo con un trattamento endoscopico mini-invasivo".

"La conoscenza delle alterazioni più fini della mucosa gastrica, ereditata dal Morgagni, ha consentito una diagnosi sempre più particolareggiata e precisa, portando al riconoscimento delle lesioni "minime" superficiali (Early Gastric Cancer) a buona prognosi - conclude -. Ai fini della scelta della migliore strategia terapeutica per i pazienti la presenza dei team multidisciplinari di patologia (la patologia d'organo introdotta concettualmente dal Morgagni) e la conferenza clinico-patologica (discussione collegiale dei casi clinici), di cui Morgagni fu antesignano, rappresentano due strumenti fondamentali".

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