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(foto di Cristiano Frasca)

(foto di Cristiano Frasca)

Neve, Errani: "La Regione non ha i soldi, confidiamo nello Stato"

La Regione incontrerà nuovamente e solleciterà il Governo per l'erogazione di fondi straordinari per i danni e le spese sostenute per l'emergenza maltempo nell'Italia Centrale e in Romagna in particolare.

La Regione incontrerà nuovamente e solleciterà il Governo per l’erogazione di fondi straordinari per i danni e le spese sostenute per l’emergenza maltempo nell’Italia Centrale e in Romagna in particolare. Lo ha ribadito nel vertice coi sindaci di Forlì-Cesena il presidente della Regione Vasco Errani, che ribadisce: “Vi è già l’impegno dello Stato di sostenere i costi dell’emergenza maltempo”.


 
NUOVA LEGGE SULLA PROTEZIONE CIVILE. Purtroppo per far fronte alle ingenti spese per il momento di soldi non ce ne sono, neanche nel bilancio della Regione. Ma si confida nel sostegno statale. Il tavolo che Errani ha chiesto a Roma, però, non dovrà solo trattare dell’emergenza maltempo, ma di una revisione della recente legge del febbraio 2011 sulla protezione civile, “che così non funziona”, dice Errani. Nella nuova legge, in particolare, è scritto che la dichiarazione di un’emergenza nazionale fa scattare in automatico le addizionali regionali sulla benzina. Insomma, le emergenze così vengono pagate dalle regioni colpite, con lo strumento più facile ed abusato: le accise sui carburanti. A questo Errani dice ‘no’ e chiede invece “di costituire un fondo nazionale per le emergenze”, ma soprattutto di investire “con una politica anti-ciclica” nella manutenzione del territorio e nel sistema ferroviario nazionale, che ha fatto evidentemente cilecca.
 
IL SISTEMA HA FUNZIONATO.
Per il presidente della Regione, inoltre, il sistema ha funzionato grazie alla “capacità delle persone di trovare le ragioni per lavorare assieme”, sebbene – precisa Errani – “questo non riguarda tutti, dobbiamo ancora lavorare sul senso civico”. L’aver affrontato le copiose nevicate, inoltre, ha insegnato, sempre per Errani, “che nessun territorio può essere autosufficiente, non sarebbe economico. E’ il sistema integrato che deve funzionare”. Poi si leva un sassolino dalla scarpa: “Certo, se la Protezione Civile avesse chiesto a luglio l’acquisto di 20 turbine non tutti avrebbero capito”. E se le turbine sono arrivate prontamente è “per il sistema integrato”.
 
USCIRE DAL PATTO DI STABILITA’
. Da parte sua Errani promette: “Saremo rigorosi a stabilire i conti del dell’emergenza, che essendo emergenza deve stare fuori dal patto di stabilità”. E questa sarà la rivendicazione nei confronti del Governo, così come “abbiamo subito scritto per il rinvio delle scadenze delle tassazioni”.
 
LA CATENA DI COMANDO. Una bacchettata Errani la riserva per chi tira la Protezione civile per la giacchetta, come se ognuno potesse disporre della propria struttura territoriale: “La Protezione Civile è una, con una catena di comando chiara che parte dal dipartimento nazionale, poi quello ragionale, provinciale e comunale. E la catena di comando non fa leva sul posto in cui sono io”. Infine Errani ha lodato le istituzioni locali: “In questo Paese in cui lo sport più diffuso è il ‘non è colpa mia’, quello che vedo con orgoglio è che nessuno ha detto ‘E’ colpa dell’altro’”.
 

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