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No della Cassazione alla libertà totale a Ferdinando Carretta

Ferdinando Carretta, il 50enne parmense che si è accusato di aver ucciso il padre Giuseppe, la madre Marta e il fratello Nicola, nell’estate del 1989 a Parma, resta in libertà vigilata

Ferdinando Carretta, il 50enne parmense che si è accusato di aver ucciso il padre Giuseppe, la madre Marta e il fratello Nicola, nell’estate del 1989 a Parma, resta in libertà vigilata. E' quanto ha stabilito la Corte di Cassazione. Caretta, assolto per difetto di capacità di intendere e di volere dall'omicidio dei genitori e del fratello dalla Corte d'Assise di Parma, da anni abita a Forlì e lavora in una cooperativa forlivese.

Inutile il ricorso in Cassazione di Carretta che voleva ribaltare il giudizio del tribunale di sorveglianza di Bologna che, il 16 marzo scorso, aveva detto no alla revoca della libertà vigilata. Per effetto della inammissibilità del ricorso, Carretta è stato condannato anche a sborsare le spese processuali, oltre a mille euro alla cassa delle ammende.

La Prima sezione penale ha spiegato che Carretta fino al 7 dicembre dovrà restare in libertà vigilata poichè sussiste "una residua pericolosità sociale dell'uomo".

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