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La piadina romagnola è lavoro e sacrificio: la chiave di lettura di un fotografo

Giovane fotografo immortala il lavoro di un'azdora forlivese in un reportage che parla di fatica, passione e tradizione

Ode alla piadina attraverso le mani, la fatica e l'esperienza che servono per farle. E' l'idea fotografica di Alfredo De Filippi, 31enne, studi di fotografia e grafica a Napoli e Milano che ha voluto dedicare un reportage alla piadina e ai crescioni. Scatti per riprendere ogni fase della loro creazioni attraverso le mani della nonna della sua fidanzata, Marisa, che si è prestata per documentare la tradizione del 'fatto in caso' romagnolo per eccellenza. 

Di origini leccesi, fidanzato con una forlivese, Alfredo ha affrontato altre volte il tema della manualità dedicando, ad esempio, un servizio fotografico all'artigianato artistico salentino specialmente ai maestri della cartapesta. "La tecnologia sembra dominare le nostre vite - dice Alfredo - io ho voluto soffermarmi sulle cose fatte con le mani e attraverso le mani raccontare anche la passione, il sacrificio, il saper fare che si tramanda. Tutti elementi racchiusi nella piadina e nei crescioni".

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