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Norme anti-covid ed aree commerciali chiuse, Zattini: "Capiamo l'amarezza. Ma non abbiamo potere"

 L’Emilia-Romagna è ancora in fascia arancione e questo implica una serie di limitazioni che si sommano a quelle disposte con l’ultima ordinanza regionale del presidente Stefano Bonacini, in vigore da sabato fino al prossimo 3 dicembre

Amarezza tra gli esercenti delle aree commerciali che dovranno restare chiuse nel fine settimana. L’Emilia-Romagna è ancora in fascia arancione e questo implica una serie di limitazioni che si sommano a quelle disposte con l’ultima ordinanza regionale del presidente Stefano Bonacini, in vigore da sabato fino al prossimo 3 dicembre.  Quest’ultima ribadisce che devono restare chiusi il sabato e la domenica gli esercizi commerciali insediati nell’ambito dei centri commerciali di via Curiel, via del Cavone - Vecchiazzano, via Tina Gori, Centro commerciale Ravaldino, Punta di Ferro, Gramellini - Pieveacquedotto e i Portici), fatta eccezione per i punti vendita di generi alimentari, le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie, le edicole e i presidi sanitari.

"Molte di queste attività, rispetto all’obbligo di stare chiuse il sabato e la domenica, hanno espresso pubblicamente la loro legittima amarezza - afferma il sindaco Gian Luca Zattini -. Un’amarezza che come Amministrazione comunale condividiamo senza alcuna riserva e di cui ci facciamo portavoce ma rispetto alla quale, in termini risolutivi, non abbiamo potere. Non appena trasmessaci l’ordinanza regionale, infatti, ci siamo confrontati con i nostri uffici per interpretare la norma e cercare una soluzione condivisibile che permettesse agli esercizi commerciali insediati nell’ambito di centri commerciali di rimanere aperti. Ma il provvedimento del presidente Bonaccini è molto chiaro e non ammette deroghe. Come Comune, avevamo e abbiamo ‘le mani legate’. Un’ultima cosa voglio ribadire; in tema di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid un Sindaco può limitarsi ad adottare ordinanze più restrittive rispetto ai provvedimenti di natura sovraordinata. Mai, in nessun caso, l’ordinanza può contenere misure più permissive".

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