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Noto per furti, aggressioni e risse torna a Forlì con un documento falso: finisce in carcere

L’uomo è stato rintracciato lunedì mattina dalla pattuglia del Poliziotto di Quartiere, impegnata nei controlli nelle zone del centro in concomitanza del mercato ambulante e nelle aree maggiormente esposte a situazioni di degrado

La Polizia di Stato ha arrestato un 36enne marocchino, latitante dal 2013 e irregolare in Italia, in quanto destinatario di ordine di carcerazione dovendo scontare una pena detentiva di dieci mesi di reclusione, per effetto di una sentenza del 2012 relativa al reato di furto aggravato in concorso. L’uomo è stato rintracciato lunedì mattina dalla pattuglia del Poliziotto di Quartiere, impegnata nei controlli nelle zone del centro in concomitanza del mercato ambulante e nelle aree maggiormente esposte a situazioni di degrado. Un altro straniero che era in sua compagnia è stato denunciato per la violazione della legge sull’immigrazione.

I due agenti, durante la loro attività di monitoraggio e controllo del territorio, hanno notato alcuni individui che alla loro vista hanno tentato di dileguarsi prendendo diverse direzioni e ne hanno fermati due. Uno di loro, quello che poi verrà solo denunciato, era in regola con il soggiorno ma non aveva al seguito la  documentazione per dimostrare la sua regolare permanenza sul suolo nazionale, verificata solo successivamente in Questura; al termine delle attività è stato denunciato alla Procura della Repubblica per la violazione della legge sull’immigrazione. 

L’altro ha invece esibito un documento austriaco attestante la posizione di richiedente asilo in quella nazione, che non ha convinto del tutto i poliziotti. E così la verifica delle impronte svolta in Questura ha svelato che con il nome di battesimo senza una consonante era ben noto in città e ricercato dal 2013 in relazione all’esecuzione penale di una condanna per un furto commesso a Forlì nel 2008. La pena non era stata mai eseguita poiché divenne definitiva dopo la sua espulsione dall’Italia mediante accompagnamento alla frontiera decretata e eseguita nel 2012 in quanto persona pericolosa per la sicurezza pubblica. Infatti, tra il 2006 ed il 2012 si era macchiato di numerosi reati, quali furti, aggressioni, risse, violazioni della legge sull’immigrazione, riportando alcuni arresti e condanne.

Il furto per il quale dovrà scontare in carcere dieci mesi di reclusioni avvenne nel 2008 in danno di un distributore di monete di una stazione di servizio nella prima periferia di Forlì. In quell’occasione venne individuato dagli agenti delle Volanti che svolsero il sopralluogo per constatare quanto denunciato dalla vittima. I poliziotti riconobbero l’uomo dopo avere visionato le immagini del sistema di videosorveglianza. Egli aveva agito da “palo” mentre un complice, armato di grosso cacciavite, aveva scassinato il distributore prelevando circa 400 euro. Naturalmente l’uomo non sapeva che pendeva un ordine di carcerazione; è rientrato in Italia solo di recente, convinto di poter restare essendo già ormai scaduto il termine inibitorio al reingresso previsto in occasione del rimpatrio del 2012. Oltre all’esecuzione della pena, è stato denunciato per il reato di clandestinità.

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