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Nuova casa per gli infermieri, l'Ipavsi si trasferisce

L'Ordine degli infermieri ha, infatti, lasciato la tradizionale sede di piazzale Falcone e Borsellino per trasferirsi nei più ampli locali di viale Bolognesi 19, inaugurati ufficialmente sabato mattina alle 10.30

Il Collegio Ipasvi di Forlì-Cesena cambia casa. L’Ordine degli infermieri ha, infatti, lasciato la tradizionale sede di piazzale Falcone e Borsellino per trasferirsi nei più ampli locali di viale Bolognesi 19, inaugurati ufficialmente sabato mattina alle 10.30. D’altronde, per l’Ordine, l’acquisto dei locali di viale Bolognesi, gli stessi occupati sino a poco tempo fa dall’Ordine dei Medici di Forlì-Cesena, rappresenta un passo importante.

Tante le autorità intervenute alla cerimonia, dal vescovo della diocesi di Forlì-Bertinoro monsignor Lino Pizzi, che ha impartito la propria benedizione, all’assessore comunale alle politiche di welfare Davide Drei, dal direttore generale dell’Ausl di Forlì Licia Petropulacos al presidente del Corso di laurea in Infermieristica dell’Università di Bologna, Gianandrea Pasquinelli. A fare gli onori di casa, il presidente del Collegio Ipasvi Forlì-Cesena Franco Gatta, gratificato anche dalla presenza del presidente del Collegio nazionale Ipasvi Annalisa Silvestro.

Per la prima volta, infatti, gli infermieri avranno una casa tutta loro, scelta decisiva verso il miglioramento dei servizi resi alla cittadinanza e agli iscritti agli albi, le cui esigenze sono cresciute a fronte dell’evoluzione vissuta dalla professione sul piano dell’autonomia, delle competenze e della responsabilità, anche grazie al ruolo esercitato dal Collegio in questi anni. La nuova, e prestigiosa, sede sarà un’importante vetrina per l’Ipasvi, che vedrà così crescere la propria visibilità e il proprio peso istituzionale sul territorio provinciale.


Con questa scelta strutturale, il Collegio di Forlì-Cesena intende rafforzare, inoltre, il proprio ruolo di rappresentanza ordinistica a tutela della collettività, vigilando sulla deontologia e professionalità dei propri iscritti, così da garantire a tutti il diritto costituzionale alla salute e l’eticità della relazione infermiere-assistito. Una relazione, quest’ultima, che si realizza attraverso interventi specifici, autonomi e complementari di natura intellettuale, tecnico-scientifica, gestionale, relazionale ed educativa. Da questo punto di vista l’aggiornamento professionale, la formazione e l’innovazione sono fondamentali, e la nuova sede è stata organizzata proprio per offrire una soluzione ottimale alle esigenze didattiche del Collegio, che conta oggi oltre 3.000 iscritti.

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