Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca

L'intervista - L'assessore alla Sicurezza Bartolini: "Già una pattuglia fissa in corso Mazzini. Ci sarà anche una sede dei vigili in centro"

A Luca Bartolini, esponente di Fratelli d'Italia, sono andate due deleghe significative: l'urbanistica e la sicurezza. Entrambe erano appannaggio dell'ex vicesindaco

Proseguono le interviste di ForlìToday ai neo assessori della giunta Zattini. Per 5 anni saranno loro a sedere nella “stanza dei bottoni” del Comune di Forlì. A Luca Bartolini, esponente di Fratelli d'Italia, sono andate due deleghe significative: l'urbanistica e la sicurezza. Entrambe erano appannaggio dell'ex vicesindaco Daniele Mezzacapo nella prima amministrazione Zattini. A queste si aggiunge una delega speciale a tre grandi opere: Ex Eridania, Monastero della Ripa e Hotel della Città. 

Bartolini, lei è un politico navigato e di lunghissimo corso, forse uno dei più “anziani” come attività politica tra gli esponenti politici tuttora in attività. Ma i suoi ruoli sono sempre stati di opposizione, come si trova per la prima volta nella nuova veste?
“Non è la primissima volta. Ho fatto l'assessore a Premilcuore, quando avevo 20 anni, una piccola esperienza, in un piccolo comune dove i rapporti sono diversi. Ma al di là di questo è un'esperienza stimolante e molto impegnativa”

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A differenze degli altri diventa assessore senza passare dalla candidatura per il consiglio comunale, una spia che il suo impegno in Comune non era inizialmente previsto.
“Ringrazio chi mi ha proposto, vale a dire gli onorevoli Galeazzo Bignami e Alice Buonguerrieri, ho valutato la proposta che mi è stata fatta con scrupolo e pensandoci molto. Sì, confermo che non era programmata da tempo, il mio nome è emerso nel confronto politico per la composizione della giunta negli ultimi giorni”.

L'urbanistica è una sfida complessa, dove ci sono tanti interessi economici ed è una materia molto tecnica. Come l'affronta?
“Guardi, per anni  ho fatto convegni sulla sanità e non sono medico. Non voglio essere un tecnico, darò un'impronta politica a questo ruolo. La prima sfida è approvare il Pug, il Piano urbanistico generale, frutto della legge regionale 24 del 2017. Sarà una grande occasione per semplificare e sburocratizzare le procedure comunali. Ci sarà un confronto aperto con gli ordini professionali e le associazioni di categoria, perché è mio proposito arrivare all'approvazione del Pug dopo un percorso partecipativo importante”.

La legge 24 prevede il consumo di suolo zero.
“Il nostro non sarà un approccio ideologizzato, cercheremo di andare incontro al cittadino al massimo, dargli strumenti adeguati. La legge regionale prevede consumo di suolo zero per l'abitativo, questo vuol dire riqualificare l'esistente. Ma questo lo puoi fare se ci sono strumenti snelli. Già la legge regionale ha una sua impostazione, noi ci allineeremo ad essa, ma cercando di ridurre al minimo gli ostacoli burocratici che spesso per esempio bloccano la riqualificazione di un immobile. Sulle aziende, invece, chi vorrà aumentare la produzione e l'impiego non troverà ostacoli nel Comune”

Parla del Pug come un percorso da fare, ma qualche mese fa è stato presentato in Consiglio Comunale come già definito.
“Partiamo in continuità  con l'esistente, è la base di partenza del confronto. Ma quando il Pug arriverà in Consiglio sarà già frutto della mediazione”.

Ci potranno essere cambiamenti quindi?
“Molto probabile. L'obiettivo è sburocratizzare il più possibile, considerato che ci sono già normative regionali e nazionali molto stringenti”. 

Vi siete dati un tempo per questo percorso?
“A metà del prossimo anno confidiamo di andare in Consiglio. L'autunno sarà il momento dell'avvio del confronto”.

Prima del Pug, però ci sono state tante proroghe e deroghe che hanno portato a maxi-aree, o già costruite come il Formì o che vedranno presto la luce come la grande area destinata alla logistica a Villa Selva. Un imponente consumo di suolo spesso contestato dai cittadini. 
“Per l'assessore attuale è un discorso chiuso a maggio 2024, con la scadenza dei termini per questi interventi. Sono questioni che non saranno più affrontate e che derivavano dalla giunta Drei. La giunta Zattini ha ereditato e gestito queste partite, su cui non si poteva intervenire se non esponendosi a contenziosi. Ora si guarda avanti”

In questo dibattito, specialmente per le aree commerciali, spesso ci si è divisi sull'arrivo di Esselunga a Forlì (che aprirà un supermercato il prossimo anno).
“E' un'azienda come tante altre. Non c'è preclusione a nessuna insegna che vuole portare investimenti a Forlì. Noi guardiamo agli interessi dei cittadini e in questo caso alla concorrenza che si innesca a beneficio del consumatore. Non vogliamo un'inflazione superiore a quella media”.

Delega alle grandi opere, ci può spiegare meglio?
“Sull'Ex Eridania procederemo con un concorso internazionale di idee, aperto ai migliori studi di architettura, che ci daranno spunti,  idee e suggerimenti. L'idea di fondo è quella di creare un 'central park' forlivese, un polmone verde con l'utilizzo degli spazi vincolati per tutta la città. Ricordo che noi del centrodestra - che spesso veniamo dipinti come i cementificatori rispetto alla sinistra che si dice ambientalista - abbiamo tolto la previsione di molte costruzioni previste in quell'area dal centrosinistra. Invece ci sarà un grande parco. Sul monastero della Ripa, grazie ai rapporti con governo, ed in particolare con il viceministro Bignami, confidiamo nel mantenimento dell'interesse del ministro della Cultura Sangiuliano per la riqualificazione dell'antico monastero,  chiuso da decenni. Sull'hotel della Città, infine, servono investimenti di 3-4 milioni che non rientravano nel Pnrr, ma per fine 2026 contiamo di avere disponibile uno studentato”. 

Sicurezza, c'era stata una promessa all'inizio del primo mandato di Zattini di lotta al degrado. Certe zone del centro però sono rimaste tali e quali se non addirittura peggiorate, come corso Mazzini.
“Si pagano gli errori di programmazioni urbanistiche passate, fatte negli anni '70 e '80, quando, contrariamente ad altre città, una parte del centro è stata adibita a edilizia popolare. Stiamo già affrontando il tema assieme al vicesindaco Bongiorno, che ha la delega al centro e ai quartieri, incontrando diverse associazioni. Intanto, però, come indicazione immediata abbiamo spostato la seconda pattuglia di piazza Saffi della Polizia Locale in corso Mazzini, angolo via Pedriali, per garantire una maggiore presenza fisica in quella zona. Dovremmo partire a giorni con l'esperimento del vigile di quartiere a Ca' Ossi, con l'obiettivo di riuscire a crearlo in ogni quartiere, un obiettivo ambizioso e di lunga durata. Vogliamo poi potenziare le telecamere ad alta funzionalità. Cercheremo infine di avere una sede distaccata della Polizia Locale nel centro storico, dobbiamo individuare una sede. Altro punto caldo che teniamo sotto stretto controllo sono i Portici”.

Lei viene dal comprensorio forlivese. Spesso ha seguito le amministrazioni dei piccoli comuni proprio per conto di Fratelli d'Italia. Avendo un piede nella città e uno nel suo territorio c'è un isolamento del capoluogo come vi viene contestato?
“Il mio ruolo politico di tanti anni sul territorio mi ha dato una rete fitta di relazione con i sindaci, non solo di centrodestra, in tutta la provincia. Questo ruolo potrà aiutare il sindaco Zattini, che comunque ha già ottimi rapporti coi suoi colleghi. Ma se serve un'ulteriore cerniera sono qui”.

La presenza di Fratelli d'Italia in giunta porterà progetti e proposte a voi care che non erano passate nella prima amministrazione?
“Niente di particolare. Cercheremo di dare il nostro contributo all'amministrazione Zattini, che ha vinto al primo turno col consenso dei cittadini. Siamo il primo partito della coalizione, sentiamo la responsabilità di questo ruolo e cercheremo di onorare al meglio questo compito”.

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