Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

L'intervista /2 - Bongiorno assessore tra famiglia e identità: "Così per costruire vera integrazione. Cultura? Più sussidiarietà"

Il vicesindaco Vincenzo Bongiorno presiede l'assessorato più “identitario” sui temi forti di Fratelli d'Italia. Famiglia, identità del territorio e cultura compongono il bouquet delle sue deleghe

Il vicesindaco Vincenzo Bongiorno presiede l'assessorato più “identitario” sui temi forti di Fratelli d'Italia. Famiglia, identità del territorio compongono il bouquet delle sue deleghe, cioè i cavalli di battaglia dei meloniani. A questo è intrecciata la cultura, che normalmente è invece una delega assessorile a se stante, mentre nel caso di Bongiorno è legata ad altri settori dell'amministrazione. Ne parla nella seconda parte dell'intervista a ForlìToday.

Vicesindaco, come mai la scelta di una delega, le Politiche della famiglia, tradizionalmente associata al Welfare, a braccetto con la cultura?
“La famiglia è già di per sé un arricchimento culturale, nella famiglia avviene l'educazione del bambino. E' la pietra angolare di qualsiasi politica per noi. La cultura è per tutti, ma ci farebbe piacere anche una cultura che sia anche a sostegno delle famiglie. Quando ci è stata affidata la delega al centro storico, l'abbiamo voluta legata alla famiglia, per costruire anche percorsi di integrazione vera, quella che si costruisce tra due identità che dialogano e non con un approccio culturale che tende ad omologare tutti e a censurare le differenze. Con quest'approccio al massimo si costruisce una tolleranza di superficie. Non c'è da avere paura delle identità, che sappiano dialogare e convivere nell'ambito dei principi di convivenza dettati dalla Carta costituzionale”.

Se si parla di politiche per la famiglia, si tocca il fatto che ci sono tanti tipi di famiglie, comprese quelle tra persone dello stesso sesso, formalizzate o meno in unioni civili. Che approccio avrete?
“Ascolto e collaborazione con tutti, mi batterò sempre in prima fila affinché nessuno in base al proprio orientamento religioso, politico o sessuale sia discriminato. E' una pietra miliare. Le unioni civili sono state un passo avanti perché è assurdo che due uomini che convivono per motivi sentimentali non possano prestarsi assistenza in ospedale o trovarsi nella linea ereditaria. Si garantiscono diritti ai cittadini nel vivere le loro relazioni. Sulla famiglia mi attengo all'articolo 29 della Costituzione, che non dice niente di medievale e cioè che è costituita tra un uomo e una donna, le altre sono altre condizioni di affettività. So che quando si dice questo c'è una levata di scudi, a volte con una cattiveria che io non mi permetterei mai di utilizzare nei confronti dei miei interlocutori che la pensano diversamente. Sono principi che non rinuncio ad affermare, cercando di farlo sempre con grande educazione e rispetto”. 

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Invece sulla cultura, quali strategie?
“Continuare con quanto di buono è stato fatto, ed è tanto, dall'assessore Valerio Melandri. Mi incontrerò presto con lui. Per esempio “Un'opera al mese” è una bellissima idea che continueremo di sicuro. L'approccio sarà sempre più sussidiario, continuando, se è possibile, a fare ancora meglio: prima di tutto dobbiamo valorizzare le realtà culturale di base già presenti. Dobbiamo ancora di più metterci al servizio del fermento culturale che c'è in città, che arriva spontaneo dai cittadini. Ed è  un valore aggiunto enorme. Sul San Domenico avanti assolutamente con le grandi mostre, ma troppo spesso abbiamo legato l'attrattività del San Domenico alle grandi mostre, che sono eccezionali e non ringrazieremo mai abbastanza la Fondazione per organizzarle. Però i musei San Domenico meritano di essere visitati tutto l'anno indipendentemente dalle mostre, c'è una pinacoteca di una grande bellezza”. 

La cultura è legata al turismo?
“C'è poi da valorizzare il nostro patrimonio monumentale e museale. Lavorerò con l'assessore Kevin Bravi, che ha la delega al turismo. Dovremo fare in modo per tracciare un percorso più definito per un turista che viene una giornata a Forlì, dobbiamo fargli trovare un percorso dal museo al campanile di San Mercuriale, da San Pellegrino a Villa Saffi e così via. Un pacchetto da promuovere più e meglio. Poi, dalla mia esperienza pregressa di presidente di FMI, ricordo che c'è un bel servizio di bike sharing con punti ben posizionati in centro, un servizio ora molto usato dagli universitari. Promuoviamo anche questo: scoprire la città con la bicicletta condivisa”. 

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