Nuova tangenziale, l'ex dirigente: "Va riconosciuto il merito di Rusticali"

Svela alcuni retroscena Foietta: "Per onestà si deve dire che anche in quell'occasione la Regione non aiutò; anzi, ricordiamo il disappunto dell'assessore Peri quando a Forlì rimproverò il Capo Compartimento ANAS"

La firma del protocollo nel 2003

La nuova tangenziale di Forlì ha come padri gli ex assessori Paolo Talamonti e Lodovico Buffadini e il sindaco di allora Franco Rusticali. Lo vuole dire pubblicamente, allegando foto dell'epoca, Flavio Foietta, ora sindaco di Santa Sofia e dirigente delle opere pubbliche in Comune quando si riuscì a convincere l'Anas della necessità di realizzare un sistema di tangenziali a Forlì.

Venerdì 13 dicembre 2013 è il giorno in cui viene inaugurato ed aperto al traffico il secondo lotto dell’asse di Arroccamento, e, sostiene Foietta, “non possiamo dimenticare la lungimirante azione portata avanti dalle passate amministrazioni comunali. La determinazione di, porta oggi a dare a Forlì una struttura di avanguardia, con grossi benefici per l’ambiente, per il traffico, per l’economia”. E ancora: “Furono proprio loro, tra il 1998 ed il 2000 a dare il via alle progettazioni, curate dall’Ufficio Tecnico del Traffico del Comune, instaurando con l’ANAS di Bologna una proficua collaborazione e convincendo l’allora Capo Compartimento ing. Simone della necessità forlivese di avere una tangenziale che servisse sia alla città vera e propria, sia al territorio che poteva accedere ai vari centri di servizio e all’autostrada in maniera rapida e sicura”.

Fa un salto indietro con la memoria, Foietta: “Ricordo la fatica delle assemblee nei quartieri e nelle circoscrizioni, quando quell’idea e quel progetto erano accolti con molta sufficienza e incredulità dalla gente. Forse la meno offensiva era “la vedranno i nipoti dei nostri nipoti, se va bene!”. Eppure, l’Amministrazione andò avanti, ci mise 15,5 milioni di euro provenienti dalla vendita delle azioni Hera. Non vi era alcuna certezza di ottenere fondi dallo Stato: nel 1998 fu approvato il progetto preliminare e nel 2002 il progetto definitivo appaltabile di tutto il Sistema Tangenziale di Forlì. Alle Conferenze di Servizio per avere i pareri e i nulla osta parteciparono ben 35 Enti diversi, con interessi a volte in contrasto l’uno con l’altro”.

Continua Foietta: “Nel tempo record di nove mesi si ottenne la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) dal Ministero dell’Ambiente, sentito il Ministero dei Beni Culturali, la Provincia, la Regione, la Soprintendenza. Il 10 luglio 2003 fu firmato l’Accordo di Programma ANAS-Comune Forlì ed il 17 luglio 2003 il Protocollo d’Intesa con ANAS, Comune Forlì, Provincia Forlì-Cesena, Regione ER. Ebbene, nel 2003, tra metà aprile ed il 31 luglio, a Forlì arrivarono in un colpo solo ben 218 milioni di euro e si partì con gli appalti. Dopo soli 10 anni tutti i lavori allora finanziati sono stati completati; in più la Provincia ha realizzato parte del V lotto fin sopra Collina e il IV lotto ANAS, finanziato (altri 48,5 milioni di euro) ed appaltato qualche anno fa è in fase avanzata di realizzazione. Purtroppo il solo III lotto che riguarda Vecchiazzano, l’Ospedale e S.Varano è rimasto sulla carta”.

Svela alcuni retroscena Foietta: “Per onestà si deve dire che anche in quell’occasione la Regione non aiutò; anzi, ricordiamo il disappunto dell’assessore Peri quando a Forlì rimproverò pubblicamente il Capo Compartimento ANAS ing. Simone per non avere tenuto conto delle priorità della Regione che non aveva certamente Forlì nei primi posti delle proprie intenzioni. Si sono dovuti affrontare problemi notevoli, come il ritrovamento del villaggio neolitico in via Ravegnana, la via Emilia medioevale e ancor più sotto quella di Emilio Lepido, si sono attraversate zone militari e si è costruita una galleria sotto l’aeroporto (esempio unico in Italia e uno de pochissimi in Europa). Molto impegnativa la problematica della falda acquifera, l’attraversamento di terreni inquinati e da bonificare, l’opportunità colta da questo progetto per farsi finanziare lo scolo Cerchia (3,3 km) e risolvere il problema degli allagamenti del quadrante sud-ovest della città. Nonostante la vicinanza al centro abitato ed al suo attraversamento, solo pochissime strutture edilizie sono state abbattute e i disagi dei cantieri sono stati molto limitati”.

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“La collaborazione tra l’Amministrazione Comunale e l’ANAS è stata esemplare, sia nella progettazione che nella Direzione Lavori; lavorare insieme ed in rete porta sempre ampi vantaggi: un esempio ed un insegnamento anche per tante altre questioni. Credo che anche questo sia da annoverarsi tra gli esempi di buna amministrazione e sia doveroso, nel momento della festa e dell’inaugurazione, ricordare quei politici locali che hanno seminato ed hanno seminato bene. Personalmente (e tutto il nostro staff) siamo orgogliosi di avere lavorato con loro”.

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