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Con la prima d'Avvento la Diocesi di Forlì-Bertinoro adotta la nuova versione del Padre Nostro

La Diocesi di Forlì-Bertinoro adotta il nuovo testo del Padre Nostro, la preghiera insegnataci direttamente da Gesù durante la sua predicazione in Palestina

Domenica primo dicembre inizierà il tempo liturgico dell’Avvento. E se Papa Francesco avvia il periodo tradizionalmente dedicato alla preparazione del Natale (avvento viene dal latino “adventus”, che significa “venuta”, attesa della nascita del Signore) con una visita pastorale a Greccio, nell’alto Lazio, il posto dove il Poverello d’Assisi San Francesco realizzò il primo presepe, la Diocesi di Forlì-Bertinoro adotta la nuova versione del Padre Nostro. Nell’unica preghiera insegnataci direttamente da Gesù, l’invocazione “Non ci indurre in tentazione” lascia il posto a “Non abbandonarci alla tentazione”. All’espressione “come noi li rimettiamo” viene aggiunto un “anche” e dunque sarà “come anche noi...".

"È una conseguenza - dichiara il vescovo mons. Livio Corazza - della nuova traduzione della Bibbia approvata da Papa Benedetto XVI nel 2008: la tentazione non viene da Dio, Dio ci sostiene e non ci abbandona nella tentazione. Il bene è più forte del male, se noi ci lasciamo proteggere dal Padre". Un’altra variazione riguarderà la preghiera del Gloria, dove, invece che "pace in terrà agli uomini di nuova volontà", si dirà "pace in terra agli uomini amati dal Signore". Se la recita dell’“Ave Maria” secondo la nuova formulazione è già in vigore (ora si dice “Benedetto il frutto del tuo seno Gesù”, che è l’edizione ufficiale dell’Angelus), per quanto riguarda il "Gloria", la preghiera "Pace in terra agli uomini di buona volontà" viene sostituito dall’espressione "Pace in terra agli uomini, amati dal Signore".

"Il nuovo testo del Padre Nostro - ha dichiarato nell’ottobre scorso il pastore d’anime forlivese alle parrocchie e alle comunità di vita consacrata, ai parroci, ai diaconi e ai fedeli tutti, in occasione degli incontri formativi di Coriano - è una delle principali novità contenute nel nuovo Messale liturgico romano, che sarà introdotto in toto in Diocesi con la prima domenica di Quaresima, subito dopo la Festività patronale della Madonna del Fuoco. "Incoraggiato dal consiglio presbiterale - continua il presule friulano - abbiamo pensato di partire subito col nuovo Padre Nostro per non sovrapporre le due cose".

Il testo è stato stampato e distribuito in più circostanze e utilizzando diverse occasioni. Nelle chiese sono stati affissi dei poster ed è in corso d’insegnamento ai ragazzi di catechismo. Il “nuovo” Padre Nostro sarà distribuito durante le benedizioni pasquali alle famiglie. "C’era bisogno di questa nuova traduzione - continua monsignor Corazza - visto che Gesù aveva insegnato la preghiera in lingua aramaica, con sfumature ed espressioni che non sono bagaglio identico nella nostra lingua. L’opera di traduzione è una sfida continua, per avvicinarci il più possibile al significato delle sue parole. Sono certo che accoglierete con la consueta e serena disponibilità questa nuova proposta, che ci aiuterà anche a rinfrescare e ravvivare in tutti noi il significato e l’importanza della preghiera che ci ha insegnato Gesù. Lasciamoci tutti guidare dallo Spirito di Gesù e dal suo immenso amore per noi suoi fratelli, figli dello stesso Padre".

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