Nuove dighe, ancora lite tra Wwf e Romagna Acque: "I progetti restano ancora segreti"

Il Wwf della provincia di Forlì-Cesena vuole tutta la verità sui progetti in corso in Romagna Acque-Societa' delle fonti, tra la costituzione della società Acqua Ingegneria

Il Wwf della provincia di Forlì-Cesena vuole tutta la verità sui progetti in corso in Romagna Acque-Societa' delle fonti, tra la costituzione della società Acqua Ingegneria e il 'fantomatico' piano per realizzare sull'Appennino sette nuove invasi di diverse dimensioni. Dopo la denuncia delle settimane scorse, spiega alla stampa il presidente Alberto Conti, ecco "l'ennesima puntata della telenovela", che si configura come un vero e proprio "insulto istituzionale". Convocata in Regione lo scorso 2 aprile per una audizione sulla costituzione della nuova società di ingegneria, Romagna Acque ha disertato l'incontro. Una "sfida istituzionale" che fa sorgere "il fondato dubbio che non voglia fornire spiegazioni”, secondo Conti

In occasione della Giornata mondiale dell'acqua, il 22 marzo, spiega Conti, i consiglieri regionali della Lega e del Movimento 5 Stelle, Massimiliano Pompignoli e Andrea Bertani, si sono presi l'impegno per "una verifica immediata sulla società di ingegneria". Da qui la commissione del 2 aprile, con la "situazione sconcertante" della mancata presenza di Romagna Acque, cosi' come del presidente di commissione Pompignoli. "Non riusciamo a capire il perché - dice Conti -. Dalla commissione si viene a sapere che Sapir, partner del progetto, va a dismettere la società interna Sapir engineering perche' non ha piu' valenza strategica. Così una parte dei dipendenti viene riassorbito dalla stessa Sapir, una parte confluisce nell'Autorità portuale di Ravenna, mentre i restanti quattro ingegneri, non nove come annunciato dal presidente di Romagna Acque Tonino Bernabè, vanno nella nuova societa' Acqua Ingegneria. Si tratta di esperti in opere marittime, non in dighe o invasi", dice Conti.

Insomma, "una scelta di Sapir che la Societa' delle fonti recepisce senza dare spiegazioni". E, stigmatizza, "nemmeno si presenta in Regione, un atteggiamento istituzionale inconcepibile. Tutto e' criptato, sotto traccia, è inaccettabile". Di piu', rincara la dose Conti: "Il Piano di tutela delle acque prende atto delle proposte dei territori elaborati dai portatori di interesse economici. Dunque Romagna Acque decide e Viale Aldo Moro scrive nero su bianco. È fuori da ogni logica, la societa' vuole favorire le lobby cementificatrici".

Da qui l'invito che lancia il Wwf ai "rappresentanti istituzionali, dai consiglieri ai parlamentari, che hanno il titolo ad entrare nella società, a farsi dare tutti i documenti", in modo da chiarire la mission di una società con 21 ingegneri. Per quanto riguarda i possibili nuovi invasi, gli fa eco Stefano Gotti, consigliere del Parco nazionale delle foreste casentinesi, il sindaco di Bagno di Romagna Marco Baccini si e' gia' detto contrario a quello nella Fossa delle Gualchiere, l'area verrebbe "stuprata". E anche la Regione, tramite l'assessore Paola Gazzolo, fa sapere il Wwf, ha chiarito di non volerne sapere. Sempre Gotti: “Inoltre le dighe non servono se non piove. Quella di Ridracoli ha una tenuta di 33 milioni di metri cubi, da cui toglierne cinque-sei di fanghi in fondo. Dunque il volume utile e' di 27 milioni di metri cubi, destinato a diminuire per il fenomeno dell'interrimento”. 

Al Wwf arriva la risposta di Romagna Acque: “Mi sembra non lungimirante che si continui a fare volutamente confusione, mischiando questioni organizzative legate alle agende con le problematiche ambientali e le scelte strategiche di Romagna Acque, come quella di costituire la società Acqua Ingegneria". Il presidente della società che gestisce in Romagna il servizio idrico, Tonino Bernabe', non tarda molto a replicare alle nuove accuse di scarsa trasparenza. Bernabè precisa allora che l'assenza in commissione Bilancio era dovuta a "problemi organizzativi legati alla notifica di convocazione" e di essere "in contatto con il presidente Massimiliano Pompignoli per individuare una nuova data al più presto". La proposta di martedì' 9 aprile nel pomeriggio non è possibile per la mancanza del consigliere del Movimento 5 Stelle, così lo stesso Pompignoli "sta cercando di individuare una nuova data nei primi giorni di maggio, considerando le prossime festività di fine aprile e le attività di Aula". La società, conclude Bernabè, "ribadisce la massima disponibilità e l'apertura al confronto con il territorio e gli stakeholder, aspetto che ha sempre caratterizzato la sua storia". E per quanto riguarda "la possibilità di discutere di nuovi stoccaggi idrici e di soluzioni legate al cambiamento climatico, penso che le frequenti e perduranti siccità siano sotto gli occhi di tutti". (Agenzia Dire)

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