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Nuove restrizioni con la Romagna verso la zona 'arancione scuro'. Forlì prova a resistere

Il provvedimento precisa alcuni aspetti rispetto al tema degli spostamenti, limitati alle sole ragioni di lavoro, salute e comprovate necessità

La decisione definitiva: arancione scuro tutta la Romagna esclusa Forlì

La Romagna si prepara a passare in 'zona arancione scuro' nei primi giorni della prossima settimana. E' quanto emerso da una serie di incontri svoltisi tra venerdì sera e sabato pomeriggio tra i sindaci romagnoli, la Regione e l'Ausl Romagna. I primi cittadini delle varie città stanno ancora discutendo alcuni punti, ma il provvedimento - che precisa alcuni aspetti rispetto al tema degli spostamenti, limitati alle sole ragioni di lavoro, salute e comprovate necessità - sarà operativo per Ravenna, Cesena e Rimini da martedì 2 marzo. Il sindaco di Forlì sta invece combattendo per cercare di restare in zona arancione, così come ha fatto anche il sindaco di Riccione, soprattutto per i grossi disagi che si creerebbero con l'improvvisa chiusura delle scuole e la gestione dei bambini in didattica a distanza. 

Sulla questione è intervenuto anche il governatore Stefano Bonaccini, a margine dell'inaugurazione di un vivaio realizzato da una coop sociale a Scandiano, in provincia di Reggio Emilia: "Se ci sono aumenti di contagi tra la popolazione piu' giovane, cosa che non accadeva nelle altre ondate, sentendo l'Ausl e gli amministratori locali, siamo pronti a firmare, come ho fatto con Bologna, la stessa cosa in altri territori. Bisogna controllare quotidianamente la situazione e intervenire se e' necessario". "Per la prima volta dall'inizio della pandemia, questa terza ondata vede la variante inglese colpire soprattutto i piu' piccoli - è la preoccupazione manifestata da Bonaccini -. Abbiamo numeri che non vedevamo da molti mesi, dobbiamo fare il possibile". La conferma ufficiale è attesa per la serata.

In zona arancione scuro viene esclusa la possibilità di effettuare visite a parenti e amici una volta al giorno, anche all’interno del proprio Comune, salvo le situazioni di necessità. Non si potrà uscire dal proprio comune, anche se di popolazione inferiore a 5.000 abitanti (come ora previsto e disciplinato per le zone rosse dall’articolo 2 del Decreto legge numero 15 del 23 febbraio scorso): resta la possibilità di recarsi in quelli limitrofi, ma solo per particolari necessità, come ad esempio per l’acquisto di prodotti che nel proprio comune sono introvabili. Per la scuola, si stabilisce lo svolgimento in presenza delle sole attività dei Servizi educativi 0-3 anni e Scuole dell’Infanzia, mentre le attività didattiche per le scuole di ogni ordine e grado si svolgeranno a distanza al 100%.

Le limitazioni introdotte

Restano consentite le attività economiche, comprese quelle di servizio alla persona, permesse nelle zone arancioni del Paese. I datori di lavoro pubblici sono tenuti a limitare la presenza del personale nei luoghi di lavoro per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente tale presenza, anche in ragione della gestione dell'emergenza; il personale non in presenza presta la propria attività lavorativa in modalità agile.  

Per quanto riguarda gli spostamenti, sono vietati sia in entrata che in uscita dai territori dei comuni, nonché all’interno dei medesimi territori, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Non sono consentiti gli spostamenti verso le abitazioni private e quelli dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti, in ossequio a quanto previsto e disciplinato dall’art. 2 del decreto-legge n. 15 del 23 febbraio 2021. Come detto, sono consentiti gli spostamenti, anche verso altri comuni, qualora strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita. E rimane sempre consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Per la scuola, si stabilisce lo svolgimento in presenza delle sole attività dei Servizi educativi 0-3 anni e Scuole dell’Infanzia, mentre le attività didattiche per le scuole di ogni ordine e grado si svolgeranno a distanza al 100%. Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori  o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata - come previsto anche dallo specifico decreto (7 agosto 2020) e successiva ordinanza (9 ottobre 2020) del Ministro dell’Istruzione. 

In ambito sport, sono sospesi gli eventi e le competizioni organizzati dagli enti di promozione sportiva, così come l’attività sportiva svolta nei centri sportivi all’aperto. Resta consentito lo svolgimento di attività sportiva solo in forma individuale ed esclusivamente all’aperto. Possibile svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie.

Infine, sono sospese le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, ad eccezione delle biblioteche dove i relativi servizi sono offerti su prenotazione e degli archivi, fermo restando il rispetto delle misure di   contenimento dell'emergenza epidemica.   

E’ previsto l’incremento di tracciamento e screening sulla popolazione. Inoltre, non potrà essere interrotto l’isolamento del caso confermato dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi ma dovrà proseguire fino all’effettuazione di un test molecolare con risultato negativo.

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