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Sabato, 25 Maggio 2024
Salute

Al Morgagni-Pierantoni avanza l'innovazione: una nuova terapia per curare i tumori del fegato

"Si chiama radioembolizzazione intrarteriosa (Tare, acronimo di Trans Arterial Radioembolization) la metodica che prevede che delle microsfere contenenti una sostanza radioattiva vengano iniettate con estrema precisione sul tumore, seguendo il flusso arterioso", esordisce Emanuela Giampalma

All'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Forlì prendono forma nuove terapie per la cura dei tumori al fegato. "Si chiama radioembolizzazione intrarteriosa (Tare, acronimo di Trans Arterial Radioembolization) la metodica che prevede che delle microsfere contenenti una sostanza radioattiva vengano iniettate con estrema precisione sul tumore, seguendo il flusso arterioso - esordisce Emanuela Giampalma, direttrice della Radiologia dell’ospedale di Forlì e del Dipartimento di Diagnostica per immagini dell’Ausl Romagna -. Le microsfere, di pochi micron di diametro, hanno la capacità di penetrare nel tumore e lì liberano attività radiante in un raggio massimo di un centimetro, portando alla morte delle cellule tumorali stesse. Questa modalità di trasporto, direttamente nei vasi arteriosi, consente di irradiare con alte dosi il tumore, risparmiando i tessuti sani circostanti. Negli ultimi  quindici anni sono stati trattati, sia in Italia che nel resto del mondo, migliaia di pazienti, ottenendo risultati sempre più incoraggianti e soprattutto vari trials randomizzati utili per includere la Tare nelle linee guida per il trattamento dei tumori epatici, in particolare dell’epatocarcinoma".

Giampalma chiarisce che "per la sua esecuzione questa tipologia di trattamento richiede l’intervento, contemporaneo e coordinato, di diverse figure professionali come clinici (epatologi e chirurghi), radiologi interventisti, medici nucleari e fisici medici e, proprio per questa ragione, sono pochissimi i centri in Italia in grado di realizzarlo, disponendo delle necessarie professionalità". In particolare, si è formato all’interno del nosocomio di via Forlanini un team interdisciplinare composto da Radiologi Interventisti (ad affiancare la dottoressa Giampalma ci sono i dottor Antonio Vizzuso e Enrico Petrella), Medici Nucleari (i dottor Federica Matteucci e Andrea Moretti), Specialisti in Fisica Medica (i dottor Cinzia Fabbri, Gianluigi Giorgetti, e Vincenzo D’Errico), Chirurghi (i professor Giorgio Ercolani e Alessandro Cucchetti) Medici Internisti (il professor Paolo Muratori e la dottoressa Daniela Tirotta) e Gastroenterologi (rappresentati dai dottor Carlo Fabbri, Elisa Liverani, e Carlo Jung).

"Con l’avvio di questa nuova modalità di trattamento l’Ausl Romagna si conferma come centro di eccellenza a livello nazionale in grado di offrire ai propri cittadini strumenti terapeutici innovativi e di alta complessità, evitando così di doversi spostare in altri territori per poter ricevere le cure più adeguate", conclude Giampalma.

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