Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca

Presentati due nuovi primari per Medicina Interna e Ginecologia. A Forlì la specializzazione sui tumori dell'ovaio

Entrati in servizio nelle settimane scorse, sono stati presentati i due nuovi primari dell'ospedale "Morgagni - Pierantoni" di Forlì, due professionisti che andranno a rafforzare la sanità pubblica in due reparti

Entrati in servizio nelle settimane scorse, sono stati presentati i due nuovi primari dell'ospedale "Morgagni - Pierantoni" di Forlì, due professionisti che andranno a rafforzare la sanità pubblica in due reparti.  "Le nostre aspettative verso questi due nuovi primari sono notevoli  - spiega il direttore generale Tiziano Carradori -  sia nel settore  della Medicina interna che in quello dell'Ostetricia – Ginecologia". Continua intanto l'attività per sostituire i posti vacanti nei primariati in tutta l'Ausl Romagna: "Quando questa Direzione si è  insediata in Romagna c'erano 54 strutture complesse non coperte - aggiunge il Mattia Altini, direttore sanitario -  Con grande impegno siamo riusciti ad istituire e a coprire, in pochi mesi, ben 30 di quelle strutture. Un importante risultato". 

LE NOSTRE INTERVISTE - L'intervista al primario Paolo Muratori - L'intervista al primario Luca Savelli

Le new entry sono Paolo Muratori, direttore della unità di Medicina Interna e Luca Savelli, direttore della unità di Ginecologia – Ostetricia. Paolo Muratori, riminese di 53 anni, è professore associato di Medicina Interna presso il dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita dell'Università di Bologna dall'autunno del 2019, il suo nome è stato indicato dall'Università di Bologna e tra qualche anno terrà la docenza agli studenti di Medicina adesso al primo anno. Revisore per numerose riviste di Medicina Interna, Epatologia, Immunologia, Gastroenterologia, ha al suo attivo 124 pubblicazioni scientifiche indicizzate, è stato incaricato dall'Università di Bologna. Luca Savelli, invece, arriva per concorso: dopo aver lavorato per venticinque anni al Policlinico Sant’Orsola, in qualità di dirigente medico, ha ottenuto l'idoneità come professore universitario di prima e di seconda fascia. Ha effettuato 3275 interventi chirurgici dei quali 2965 da primo operatore. La sua particolare specializzazione è sulla diagnostica ecografica in oncologia e nella medicina della riproduzione.


 
“A Giugno - ha precisato Paolo Masperi, direttore del presidio ospedaliero di Forlì - verrà indetto il concorso per la copertura della Direzione dell' Unità Operativa di Medicina Fisica e Riabilitazione di Forlì. A quel punto resteranno scoperte solo la direzione di Radiologia e di Anatomia Patologica". E' insomma quasi completo l'organigramma della dirigenza medica dell'ospedale forlivese.

"Ho trovato un bellissimo ambiente ad accogliermi - spiega Muratori - e ho pensato, appena arrivato, di incontrare subito i medici di famiglia per attivare immediatamente una proficua collaborazione , indispensabile per l'assistenza alla cittadinanza.  Una grandissima opportunità  inoltre, lo dico da docente, è  rappresentata per Forlì  dal corso di laurea in  Medicina, che è stato attivato quest'anno in questo ospedale. Tra qualche anno potremo vedere a Forlì quello che vediamo al Sant'Orsola di Bologna, con corsie brulicanti di tirocinanti, studenti e specializzandi desiderosi di imparare. Una presenza importante per tutto il territorio". La sfida a cui è chiamato Muratori è quello di un sempre più efficace raccordo tra ospedale e il suo reparto in particolare - il più grande con 64 posti letto – e la medicina del territorio. Per Carradori infatti, sempre di più “fuori dall'ospedale bisogna lavorare per chi esce dall'ospedale ed per evitare chi ci entri”, con la struttura ospedaliera da utilizzare solo per i casi acuti.

Si prospettano innovazioni anche a Ginecologia. Forlì, infatti, si definisce all'interno dell'area vasta dell'Ausl Romagna come il polo di eccellenza per i tumori dell'ovaio, che in Romagna sono poco più di un centinaio di casi l'anno e che, per numeri esigui e intensità di cure, necessitano di essere concentrati dove sono presenti le maggiori specializzazioni. Particolare attenzione anche ai problemi della sterilità. “L'ospedale di Forlì - afferma Savelli- è  riconosciuto a livello nazionale per la prevenzione e la cura dei tumori. Il mio obiettivo qui è  di implementare la chirurgia laparoscopica e la prevenzione e  la  cura della sterilità. È inoltre fondamentale   la valorizzazione della ricerca, che costituisce un valore aggiunto all'attività di cura”. E giunto a Forlì Savelli definisce come uno dei suoi padri professionali Carlo Flamigni, ginecologo di fama internazionale forlivese che si è spento lo scorso anno, padre della fecondazione assistita in Italia.

Un ragionamento, quello di Savelli, anche sul drammatico calo delle nascite che sta colpendo il nostro Paese ormai da anni. Oltre agli aspetti economici e sociali, spiega il nuovo primario di ginecologia, c'è principalmente il problema del disallineamento “tra orologio biologico e orologio sociale, dal momento che la fascia di età biologica migliore per la maternità è quella tra i 20 e i 25 anni, mentre socialmente la si cerca circa dieci anni più tardi”.

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