menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Nuovo appello del Cupla: "Vaccini per tutelare le persone fragili"

Il Comitato rivolge "un’accorata raccomandazione all’autorità pubblica, in primis ai sindaci che hanno in capo la responsabilità della salute dei propri cittadini"

Il Cupla (Coordinamento unitario dei pensionati del lavoro autonomo) di Forlì-Cesena, interviene sul tema delle vaccinazioni del personale operante in Rsa, Case Famiglia e Case di Riposo. "La mancanza di direttive chiare che impongano al personale sanitario e gli operatori socio-sanitari l’immunizzazione, lasciano al libero arbitrio di ciascuno la scelta di aderire o meno alla campagna vaccinale - è la prmessa -. Facciamo appello al senso civico di tutti coloro che lavorano con persone anziane affinché tutelino questi soggetti che nel lungo periodo pandemico hanno pagato e pagano tuttora un alto prezzo in vite umane e forzata solitudine".

"L’obiettivo, in questo particolare momento, deve essere quello di proteggere sia la salute degli operatori, sia quella degli ospiti, atto di rispetto e responsabilità. Obiettivo che può essere raggiunto solo con il piano nazionale dei vaccini", proseguono dal Cupla. In mancanza di una normativa nazionale e protocolli precisi emanati dal governo, Cupla si appella "al senso etico-professionale di tutti gli operatori che prestano il loro servizio presso queste strutture".

Il Comitato rivolge "un’accorata raccomandazione all’autorità pubblica, in primis ai sindaci che hanno in capo la responsabilità della salute dei propri cittadini, affinché avviino una campagna di informazione a favore della vaccinazione, valutando l’eventuale opportunità dell’obbligo vaccinale per determinate categorie di lavoratori per continuare a svolgere con serenità le proprie mansioni, prevenendo il rischio di inficiare l’efficacia dell’intera operazione vaccinale, facendo prevalere l’interesse pubblico".

Il Cupla, "pur essendo consapevole della delicatezza della questione vaccini", evidenzia il fatto "di conciliare la libertà individuale con la sicurezza dei tanti, soprattutto nei confronti delle persone più deboli. Occorre arrivare a soluzioni condivise, soprattutto con gli organi di controllo e di gestione di protocolli comportamentali cui attenersi. Va ribadito, come indicato dal Comitato Scientifico Nazionale, che la persona non vaccinata può essere più facilmente veicolo di contagio. Pertanto, per la tutela di persone a rischio, sarebbe importante che, tutti coloro che interagiscono con gli ospiti delle strutture, fossero vaccinati".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ForlìToday è in caricamento