Coronavirus, a breve un nuovo decreto: nuove regole più ristrettive

Sul tavolo del premier ci sono una serie di misure emergenziali: tra queste la chiusura dei locali (ristoranti, bar, pub) tra le 22 e le 23, da modulare con la stretta maggiore nei weekend

Un nuovo Dpcm anti-Covid è in arrivo presto, prestissimo. E conterrà nuove restrizioni tra le quali, si ipotizza, il coprifuoco alle 22. Si è concluso verso le 4 del mattino di sabato il vertice a Palazzo Chigi tra i capi delegazione della maggioranza e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sulla manovra e le misure da mettere in campo. Il Dpcm, secondo quanto scrivono le agenzie di stampa citando fonti di governo, potrebbe essere varato tra domenica e lunedì. Mentre per sabato sera, spiegano le stesse fonti, dovrebbe essere confermato il Consiglio dei ministri chiamato a dare il via libera al Dpb (documento programmatico di bilancio) e la legge di bilancio.

Un nuovo Dpcm anti-Covid in arrivo tra domenica e lunedì

Sul tavolo del premier ci sono una serie di misure emergenziali: tra queste la chiusura dei locali (ristoranti, bar, pub) tra le 22 e le 23, da modulare con la stretta maggiore nei weekend, potrebbe essere una delle misure contenute, secondo quanto riferito da Conte nella lunga riunione di maggioranza convocata a palazzo Chigi con il doppio ordine del giorno, manovra e Covid. L'ipotesi resta quella di approfondire bene le nuove misure, con un nuovo Dpcm da emanare a breve.

Nel governo le sensibilità sulle nuove disposizioni sarebbero diverse. Domenica alle 9, inoltre, se ne dovrebbe discutere anche nel coordinamento tra governo (con i ministri Boccia e Speranza), Protezione Civile, Regioni e il commissario Arcuri. Tra le nuove disposizioni potrebbero esserci

- una ulteriore stretta sugli sport dilettantistici da contatto e su alcune attività fisiche (nel mirino potrebbero finire le palestre);
- misure ulteriori per parrucchieri, estetisti e saloni di bellezza;
- misure ulteriori per cinema e teatri;
- misure ulteriori per sale gioco e Bingo.

Per lo smart working appare probabile una decisa implementazione, fino a una quota del 70%, ma non si sa se soltanto per la pubblica amministrazione - come appare più probabile - o anche per le aziende private. A sorpresa rispetto a quanto scritto nei giorni scorsi, le scuole dovrebbero restare fuori da queste nuove restrizioni, anche se dal Cts sarebbero arrivate indicazioni per disporre una didattica a distanza modulata, così come orari scaglionati, per le scuole superiori. Le disposizioni potrebbero essere più restrittive per le regioni a rischio maggiore. Fuori discussione un nuovo lockdown, esplicitamente escluso dal premier Conte. Nel frattempo resta in vigore il Dpcm 13 ottobre, che già prevede in tutta Italia la chiusura di ristoranti, bar e pub a partire dalle ore 24. Vietati anche in tutta Italia gli sport di contatto a livello amatoriale.

"L’Italia chiude alle 22"

In mattinata era emerso che il Comitato Tecnico Scientifico aveva chiesto una stretta da attuare in tempi brevissimi, prima del weekend; poi era stato il Partito Democratico con il suo capodelegazione Dario Franceschini a uscire allo scoperto chiedendo un incontro al premier. Il Corriere della Sera scrive oggi in un articolo a firma di Monica Guerzoni che nel governo c’è chi ipotizza un lockdown parziale nei weekend, il premier cerca altre strade per limitare gli assembramenti:

- Restringere ancora gli orari di bar, locali e ristoranti e la vendita di alcolici dopo una certa ora, per contrastare la movida, o rafforzare lo smart working per alleggerire il trasporto pubblico locale, ad altissimo rischio di contagio;

- Un’altra misura probabile è la stretta sugli sport da contatto, con l’alt ad allenamenti e gare come il calcetto e il basket, di base e a livello agonistico, gestiti dalle società dilettantistiche. Un sacrificio che consentirebbe di tenere aperte le scuole;

- In discussione anche lo stop a piscine, palestre e circoli, la stretta su eventi e manifestazioni pubbliche, la serrata provvisoria dei negozi non essenziali e delle sale gioco;

Repubblica invece apre in prima pagina con l'annuncio "L'Italia chiude alle 22", anche se per adesso sul tavolo sembra esserci soltanto la chiusura degli esercizi commerciali pubblici. Un'altra ipotesi riportata dal giornale è che se tutto questo non bastasse, il prossimo passo è già sul tavolo: un lockdown totale nel fine settimana. L’alternativa è una soltanto, anch’essa valutata ai vertici dell’esecutivo: il divieto di movimento per le attività non essenziali, dunque a eccezione di quelle lavorative o scolastiche, sette giorni su sette, 24 ore su 24.

Di Maio: "Si permetta anche alle palestre in regola di lavorare"

"Il rialzo dei contagi preoccupa tutti, ma bisogna far tesoro dell'esperienza dei mesi passati e tener presente che una chiusura generalizzata delle attività o di una parte di essere, avrebbe effetti devastanti sull'economia e sulla vita delle nostre città. Bene che il Governo abbia già smentito la volontà di chiusura centri estetici e acconciatori, ma non possiamo che esprimere preoccupazione anche per la volontà di intervenire in modo massiccio sulle palestre". Lo afferma il parlamentare romagnolo Marco Di Maio a proposito delle ipotesi che riguardano il nuovo dpcm sulle ulteriori restrizioni a cui starebbe pensando il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. 

"Si rafforzino i controlli e si sanzioni pesantemente chi non rispetta le regole - afferma - ma non mettiamo in ginocchio piccoli imprenditori che oltre al crollo di fatturato hanno dovuto gestire anche le spese aggiuntive per la sanificazione degli ambienti, l'adeguamento alle norme anti-Covid e la revisione degli spazi. Vale per tutte le attività: chi si è adeguato, chi ha speso soldi, chi è ripartito in sicurezza e nel rispetto delle norme, deve poter continuare a lavorare. Chi sbaglia e mette a rischio la propria salute e, soprattutto, quella degli altri deve essere punito".

"La risposta che va data alla seconda ondata di contagi non è la chiusura, ma la convivenza intelligente col virus - sostiene Marco Di Maio -: più tamponi, più controlli, più vaccini antinfluenzali, più personale dedicato, spazi alternativi dove assicurare ai positivi di svolgere il periodo di quarantena lontani da casa e in sicurezza, investimenti per garantire che le prestazioni sanitarie ordinarie continuino ad essere erogate. E insisto: prendiamo i soldi del MES, ci servono come il pane e se anzichè le inutili polemiche e tentennamenti dei mesi scorsi avessimo preso quelle risorse, probabilmente oggi il Paese sarebbe meglio attrezzato. Siamo ancora in tempo: non sprechiamo questa opportunità". 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

"Siamo appena all'inizio dell'autunno, ci aspettano 4-5 mesi che già in tempi normali sono "ideali" per la diffusione di infezioni virali, figuriamoci ora. Le istituzioni non possono affrontarli seguendo la via della chiusura - conclude -: la risposta, ribadisco, deve essere la convivenza intelligente e non la chiusura.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Da Forlì parte la ribellione delle palestre: "Se imporranno la chiusura, non chiuderemo"

  • Coronavirus, due insegnanti e tre studenti infettati: classe dell'asilo in quarantena

  • Meldola in lutto per la scomparsa di Stefanino, il sindaco: "Una figura speciale per tutti"

  • Travolto all'uscita della scuola: bimbo trasportato d'urgenza al Bufalini

  • Non paga i debiti della propria azienda: l’imprenditore creditore assolda i killer per ucciderlo

  • Coronavirus, contagi in aumento. Bonaccini non esclude una stretta sulle scuole

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
ForlìToday è in caricamento