Nuovo primario di chirurgia toracica "prestato" dall'università: in prima linea contro i tumori ai polmoni

Un nuovo primario si è insediato all'ospedale di Forlì, andando così a coprire una nuova ed ulteriore casella vacante nel mosaico dei dirigenti della sanità pubblica romagnola

Un nuovo primario si è insediato all'ospedale di Forlì, andando così a coprire una nuova ed ulteriore casella vacante nel mosaico dei dirigenti della sanità pubblica romagnola. Si tratta di Franco Stella, 54 anni, medico con lungo curriculum, proveniente da Bologna, che andrà a capo di tutta la chirurgia toracica romagnola, che attualmente viene gestita negli ospedali di Forlì, Ravenna e Riccione, con Forlì come hub, dato che nel disegno dell'area vasta Romagna è questa la sede centrale per la chirurgia.

Stella è direttore della Scuola di specializzazione di Chirurgia toracica dell'Università di Bologna. Arriva all'Ausl Romagna, rimanendo dipendente dell'Università, in virtù di un accordo tra Alma Mater e Ausl romagnola in cui il primario viene proposto dall'Università e accettato nell'Ausl. “Di fatto l'attività dei medici dell'università viene erogata su sedi distaccate”, spiega il direttore sanitario  dell'Ausl Romagna Stefano Busetti. Si creano così figure ponte che rafforzano i rapporti con l'Alma Mater e che porteranno a Forlì e nel resto della Romagna specializzandi medici, così da innalzare la sanità locale aggiungendo alla cura dei pazienti anche la ricerca e la formazione medica. 

Forlì da tempo “coccola” l'idea di poter ospitare una sede distaccata della facoltà di Medicina. “L'ingresso di Stella, come quella del dottor Erolani in passato, è un progetto apripista e di rafforzamento del legame tra Ausl e Università, in virtù di un protocollo tra i due enti, ma portare delle attività didattiche di Medicina è un progetto che attualmente non ha tempistiche ipotizzabili” spiega prudente il sindaco Davide Drei. Il primo cittadino rileva anche l'infornata di nuovi primari al Morgagni-Pierantoni: “Assistiamo all'insediamento a Forlì di figure di primari anche generazionalmente nuove, con prospettive di carriera importanti”.

Nel suo curriculum Stella si è specializzato a Parigi in diversi ruoli per 15 anni, dove ha tenuto insegnamenti all'Università di Paris Sud. Per quanto riguarda l'attività scientifica vede al suo attivo oltre cento pubblicazioni scientifiche. Dal 2005 è docente universitario e di scuole di specializzazione di diverse materie mediche e scientifiche. “L'Ausl Romagna ha un patrimonio grandissimo di professionisti e di tecnologia nell'ambito della chirurgia toracica – spiega Stella -. Già la Romagna si posiziona tra i primi centri in Italia per numeri di casi trattati (circa 900 interventi chirurgici l'anno) e per qualità. Sotto la mia guida si aggiungerà una valenza universitaria, che è un arricchimento dato che si porta innovazione e specializzandi. Non ci sono unità operative di chirurgia toracica in Emilia-Romagna con questi numeri e queste potenzialità”.

La chirurgia toracica ha come principale patologia da affrontare i tumori al polmone (sono il 90% delle operazioni di questa specialità), per i quali la mortalità è ancora molto alta (è il primo tumore per cause di morte tra gli uomini). “Non esistono screening ancora efficaci ed essendo la malattia asintomatica, per i due terzi dei casi approda dal medico quando ormai il caso non è operabile. Sui casi operabili al primo stadio, la sopravvivenza a 5 anni raggiunge il 70-80% dei casi”. Quasi inutile specificare cosa causa questa malattia: “Per il 90% è il fumo di sigaretta, una causa di cancro identificata fin dagli anni '50”, spiega Stella. Il principale invito per la prevenzione è quindi quello di non prendere questo maledetto vizio e, se già lo si ha, di smettere quanto prima. Tra le altre cause di questo tumore c'è anche l'inquinamento atmosferico, le polveri sottili tanto temute ma che improvvisamente diventano solo un fastidio quando scattano i blocchi del traffico. 

L'equipe medica di Franco Stella opererà su tre sedi, circa 3-4 professionisti a Ravenna e a Riccione e 6-7 a Forlì, dove c'è l'hub. “Da un punto di vista di dotazioni tecnologiche le tre sedi sono equivalenti, se si fa eccezione per il robot che si trova a Forlì e che, essendo un costo molto elevato, è giusto che l'azienda ne abbia solo uno. Per quanto riguarda il personale cercherò di uniformare al massimo le metodologie di lavoro, così da migliorare l'integrazione nel lavoro di sala operatoria”, spiega il nuovo primario. L'obiettivo è quello di portare il numero di interventi a circa mille l'anno, rendendo così la Romagna uno dei principali poli della chirurgia toracica in Italia.

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