Nuovo regolamento di polizia urbana, il sindaco: "Dalla sinistra lettura distorta"

Attacca Zattini: "Il capogruppo del Pd Soufian Hafi Alemani e il suo collega di Forlì & co Federico Morgagni, dovrebbero usare con più giudizio e senso di responsabilità il ruolo che rivestono"

Dalla sinistra forlivese una "lettura distorta" del nuovo Regolamento di Polizia Urbana e di Convivenza Civile. Entra nel dibattito il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini. Esordisce il primo cittadino: "Non sono mancati, in questi giorni, gli interventi polemici e le strumentalizzazioni da parte dei gruppi di opposizione Pd e Forlì & co sui contenuti e la natura del regolamento di polizia urbana, approvato nel consiglio comunale di lunedì scorso. Il ritornello di questi interventi, riproposti in tutte le salse dalla minoranza di sinistra, è che le disposizioni maturate nel nuovo regolamento non sarebbero altro che l’esito scontato di un approccio pregiudiziale e ideologico portato avanti, nella stesura e nel dibattito del testo, dalla maggioranza di centro-destra. Nulla di più falso".

Attacca Zattini: "Il capogruppo del Pd Soufian Hafi Alemani e il suo collega di Forlì & co Federico Morgagni, dovrebbero usare con più giudizio e senso di responsabilità il ruolo che rivestono, cercando di leggere con maggiore attenzione e imparzialità il testo licenziato nel corso dell’ultimo consiglio. Se lo facessero, ne coglierebbero la natura migliorativa dell’articolato e la volontà di questa Amministrazione di svecchiarne l’approccio e le disposizioni, elevando a valore comune e stella cometa di questa città, il civismo, l’educazione e il rispetto del patrimonio pubblico".

Prosegue il sindaco: "La lettura distorta del nuovo regolamento da parte della sinistra l’ha portata inoltre ad affermare che attraverso la sua applicazione l’Amministrazione di Forlì sarebbe intenzionata a colpire i più deboli e vessare gli indigenti. Mi preme, anche in questo caso, evidenziare il contrario. L’assistenza e il recupero di famiglie e persone in difficoltà sono insite nella natura di questa Giunta che riconosce con fierezza i valori preziosi della carità, della sussidierà e della solidarietà reciproca. La professionalità e la devozione dei nostri servizi sociali ne sono la riprova. La qualità e la continuità delle politiche di assistenza hanno tracciato, e continueranno a farlo, la storia di questo Comune che è prima di tutto al servizio di chi soffre e vive nell’ombra".

Conclude Zattini: "Non ci resta quindi che rispedire al mittente le dichiarazioni stonate della sinistra forlivese che, povera di argomenti, ricorre al consueto e inutile approccio fazioso. A loro stesso interesse, aggiungo che dopo più di 50anni questa Giunta, con molta umiltà, ha messo mano a un regolamento ingessato e obsoleto, cercando di cogliere e tradurre l’interesse collettivo. Se nella sua applicazione dovessero emergere incongruenze o distorsioni, non esiteremo a modificarlo e migliorarlo".

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L'Anpi

Intervengono Gianfranco Miro Gori, presidente Anpi provinciale, e Lodovico Vico Zanetti, presidente sezione Anpi Forlì: "Non interveniamo sui contenuti del Regolamento di Polizia Urbana , cosa che compete di più a partiti e sindacati, e ci limitiamo a definire alcune norme contenute nel provvedimento quantomeno disdicevoli. Ma ci spiace dover evidenziare che la maggioranza e la giunta forlivese hanno perso l'occasione, proprio mentre venivano criticate  per la vicenda del festival di Caterina, assurta alle cronache nazionali, di dimostrare nei fatti un antifascismo e un rispetto per la nostra Carta non solo di facciata. Erano stati presentati due emendamenti  che introducevano, nel regolamento in votazione, il principio che la concessione degli spazi pubblici fosse legato al rispetto da parte dei richiedenti dei valori costituzionali e repubblicani di democrazia libertà eguaglianza e antifascismo, e, ancora, ai principi della convivenza e delle dignità umana. Emendamenti entrambi bocciati. Crediamo che questi valori dovrebbero essere appannaggio non di una parte politica, ma di chi si riconosce in quell'arco costituzionale che definì i partiti che nella Carta vollero vietare la ricostituzione del partito fascista e la sua apologia. Fu fatto con una legge a firma Scelba, che di tutto poteva essere detto , tranne che fosse  vicino alle sinistre. Quell'articolo che non ci sarà ci allontana dall'Europa. Sui giornali si legge dell'arresto di 26 poliziotti in Germania per apologia di nazismo "(foto sugli smartphone di loro a braccio teso...)". Mentre scopriamo che c'è un giudice a Berlino, ci piacerebbe ci fosse più antifascismo a Forlì".

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