Sabato, 20 Luglio 2024
Cultura

Dalla cascata dell’Acquacheta al mare tra 'situazioni incandescenti' nel romanzo "L’estate prima di domani"

"Ci tenevo a tornare ‘a casa’, per così dire, in posti a me noti, come San Benedetto in Alpe, Rocca San Casciano, Castrocaro, Terra del Sole, Forlì e Ravenna"

E’ il ritratto di una Romagna in fiamme tra Forlì e Ravenna quello che emerge nel romanzo fresco di pubblicazione “L’estate prima di domani” (Castelvecchi editore) che partendo dalla cascata dell’Acquacheta porta il lettore attraverso i paesi della vallata del Montone fino al mare in uno scenario dantesco per più di un motivo. Poderi incendiati, centri sociali distrutti, Case del popolo prese d’assalto, tafferugli nella piazza di Rocca San Casciano, caccia all’uomo a Ravenna - siamo nell’estate del 1922 quando tra quella che era ancora Toscana e la costa adriatica si svolgono le prove di quella che poi diventerà la Marcia su Roma culminante con l’arrivo in ottobre di Mussolini al governo. E’ il giornalista e storico Alfio Bernabei, dovadolese di origine trapiantato a Londra, che su questo centenario del 1922 imbastisce una storia che si trasforma in giallo tra personaggi che scompaiono e altri marcati per sempre da scelte coraggiose che però finiscono in tragedia.

“Ho scelto uno stile ibrido tra il documentario televisivo e la fiction romantico-sentimentale per descrivere la situazione incandescente che scosse luoghi che conosco bene e che sento ancora vicini anche se vivo all’estero - spiega Bernabei -. Ci tenevo a tornare ‘a casa’, per così dire, in posti a me noti, come San Benedetto in Alpe, Rocca San Casciano, Castrocaro, Terra del Sole, Forlì e Ravenna, posti immaginati come dovevano essere un secolo fa, travolti improvvisamente da eventi che forse all’epoca sembravano di carattere locale mentre invece facevano da battistrada a una pagina di storia nazionale, anzi, direi mondiale”.

Sul versante della fiction di stampo romantico è proprio alla cascata dell’Acquacheta che l’autore ha ambientato un incontro segreto che diventa di importanza cruciale nella vita dei protagonisti. La località appenninica serve a Bernabei anche per introdurre il tema dell’emigrazione italiana verso il Galles dove la narrativa viene trasportata sul piano storico, incentrata su un episodio che è rimasto quasi del tutto sconosciuto ma che per un breve periodo ebbe il potenziale di cambiare la storia d’Italia. Nell’estate del 1922 Mussolini reagì furibondo quando si trovò davanti alla prima protesta antifascista montata all’estero dalle Trade Unions britanniche con la prospettiva di far apparire il suo partito respinto dai sindacati internazionali - e questo proprio quando già si parlava di preparativi per la Marcia su Roma di cui ricorre il centenario.

“I romanzi storici sono diventati di moda e la domanda spesso posta è perché cimentarsi su questo particolare tipo di narrativa” osserva Bernabei che ha pubblicato diversi studi sulla comunità italiana nel Regno Unito. “Si può dire che tutti siamo portati a guardare al passato, non solo per trarne lezioni per il futuro, ma anche per rafforzare la nostra identità personale, arricchirci di conoscenze, capire chi siamo e che ruolo possiamo avere davanti a situazioni che fanno storia.” Con protagonisti che si muovono tra la Romagna e il Galles e avvicinano due porti come Cardiff e Ravenna dove è proprio davanti alla tomba di
Dante che l’autore descrive un appuntamento che risulterà fatale, è chiara l’intenzione di trovare un punto di incontro tra culture diverse accumunate da poesia e spirito d’avventura.

“Ho stretto la Romagna e il Galles in una sorta di abbraccio tra somiglianze di paesaggi e storie d’amore - dice Bernabei - ho voluto dare respiro ad alcuni avvenimenti di un anno particolarmente cruciale come il 1922. L’ho fatto attraverso l’invenzione di personaggi intesi a rappresentare lo spirito del tempo,
le ansie e i dilemmi di un’epoca. Fu uno di quei momenti di intuizione e di tragico presagio che arricchiscono la storia e che ho voluto condividere con il lettore.”
 

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