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"Nutrirci meglio e sostenere la Terra": alla Fiera di Forlì esperti a confronto sulle biodiversità

Nelle 4 sessioni che si succedono, in lingua inglese, dalle 10 fino alle 17 e 40 interverranno, tra gli altri, Gian Luca Bagnara, presidente della Fiera di Forlì, Ann Tutwiler, direttore generale di Bioversity International; e Paolo De Castro

Venerdì esperti si confronteranno sul tema "Nutrire le persone e sostenere il pianeta. Ridurre i rischi e cogliere le opportunità: integrare la biodiversità negli investimenti agro-alimentari" al primo International Rural Forum, organizzato alla Fiera di Forlì in collaborazione di Bioversity International e la partecipazione della FAO, i rappresentati del Ministero dell’Ambiente, dell’Agricoltura e del Settore Privato. Nel corso dell'incontro si parlerà anche del ruolo dell'Unione Europea e del piano di investimento europeo per l'Africa e i paesi di vicinato dell'Unione europea. Nelle 4 sessioni che si succedono, in lingua inglese, dalle 10 fino alle 17 e 40 interverranno, tra gli altri, Gian Luca Bagnara, presidente della Fiera di Forlì, Ann Tutwiler, direttore generale di Bioversity International; Paolo De Castro, parlamentare europeo e Roberto Ridolfi, consigliere speciale sulle strategie e lo sviluppo di risorse finanziarie (Fao).

"Si mangia - è la premessa alla presentazione dell'incontro sempre lo stesso cibo, con sempre minor valore nutrizionale e tante specie vegetali rischiano di scomparire. Solo tre colture, riso, grano e mais soddisfano il 50% delle calorie di origine vegetale della popolazione mondiale. Mentre altre migliaia di piante e decine di prodotti animali vengono ignorati o sottoutilizzati.  Risultato: 2 miliardi di persone sono sovrappeso o obese e una persona su tre non ha vitamine e minerali a sufficienza.  Allo stesso tempo l'attuale sistema agricolo produce danni enormi: è il più grande utilizzatore di acqua dolce, contribuisce per il 24 per cento all'emissione di gas serra, fa un uso eccessivo di pesticidi e mette a rischio estinzione 5407 specie vegetali".

"La soluzione è salvare la biodiversità, nutrirsi con colture stagionali, valorizzare le specie sottoutilizzate (sia selvatiche che domesticate), puntare per i raccolti su varietà vegetali più resilienti al cambiamento climatico e resistenti ai parassiti, effettuare la rotazione delle colture - viene evidenziato -. Sarà, inoltre, fondamentale aiutare gli agricoltori ad accedere ai semi e ad altri materiali da piantare per far in modo che si orientino verso una maggiore varietà colturale e verso specie alimentari che contengano più fattori nutritivi rispetto a quelli attualmente in commercio". "Sotto accusa sono i sistemi intensivi di coltivazione che hanno aumentato la produttività a scapito della qualità del cibo, impoverito il suolo, facilitato l'erosione del territorio già messo a dura prova dai cambiamenti climatici e contribuito alla perdita di migliaia di varietà alimentari - viene aggiunto -. Una delle proposte degli esperti per uscire da quest'impasse è utilizzare un indice per misurare il livello di agro-biodiversità dalla produzione fino al consumo, al fine di guidare scelte sostenibili nei sistemi alimentari dei paesi, attrarre investimenti tesi ad aumentare sia la produttività che la qualità della nutrizione, migliorando allo stesso tempo anche la salute del suolo. Una guida, rivolta agli operatori di agro-business ma anche alle banche e ai singoli governi per investire su sistemi che producano diete più sane e colture rispettose dell'ambiente".

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