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Occupazione del Maceria, i contestatori contro i 243 fogli di via

Gli ex occupanti dello stabile di via Maceri, battezzato "Maceria" fino allo sgombero ad opera delle forze dell'ordine fanno il processo al "foglio di via". Martedì 25 giugno, ore 21 all'Istituto Storico della Resistenza in via Albicini 25 a Forlì si terrà la conferenza pubblica sul tema

Gli ex occupanti dello stabile di via Maceri, battezzato “Maceria” fino allo sgombero ad opera delle forze dell'ordine fanno il processo al “foglio di via”. Martedì 25 giugno, ore 21 all'Istituto Storico della Resistenza in via Albicini 25 a Forlì si terrà la conferenza pubblica sul tema. A Forlì la vicenda del Maceria ha avuto come epilogo, per il momento, la notifica di 4 fogli di via per la durata di tre anni oltre a 3 avvisi orali, una perquisizione e 51 avvisi di garanzia. Per i contestatori tuttavia “il foglio di via racchiude la storia di un provvedimento repressivo contro le ribellioni sociali, dallo stato liberale, passando per la dittatura fascista fino alla legislatura democratica, in questi giorni di triste attualità”.

Continua una nota: “A Forlì nel solo 2012 sono stati emessi ben 243 "fogli di via" a fronte dei "soli" 34 del 2010. Presi di mira i vari soggetti "indesiderabili": senzatetto, migranti "irregolari", venditori ambulanti, mendicanti, etc. Un'altra faccia della "crisi" economica, fatta pagare indiscriminatamente sulla pelle dei più poveri! I "fogli di via" vengono però sempre più spesso utilizzati anche per allontanare da un determinato contesto fisico chi si impegna in qualche forma di lotta sociale che dà fastidio: a Forlì è accaduto per due occupazioni avvenute in novembre e febbraio (MaceriA e Giardino) e per aver partecipato a manifestazioni pubbliche antifasciste e di protesta per la mancanza di spazi sociali, politici e abitativi. La natura politica delle misure che hanno colpito i/le nostri/e compagni/e è innegabile”.

“Come se non bastasse, come risulta dai capi d'accusa, si assiste a una ferrea persecuzione di chi agisce per portare avanti i valori dell'antifascismo (mentre contemporaneamente viene tutelata la presenza pubblica di gruppi neofascisti in città). Appare evidente come nella Forlì delle mostre

sul ventennio, che spende centinaia di migliaia di euro per riqualificare i palazzi del regime e lascia i poveri a dormire per strada, si stia cercando di affossare la lotta antifascista, lotta che certo ha dato molto fastidio ad alcuni poteri forti. Quando in una città si applicano sistematicamente denunce contro gli antifascisti, e le istanze di giustizia sociale e di spazi politici vengono trattate come materia di "ordine pubblico", agendo con gli stessi strumenti legali del Ventennio fascista - i "fogli di via" e gli avvisi orali appartenenti al Testo di pubblica sicurezza del 1931 e il reato di "manifestazione non preavvisata" introdotto dal codice Rocco -, ebbene il problema dovrebbe coinvolgere tutti. Chiediamo perciò a tutti coloro che hanno condiviso, o condividono tutt'ora, lo spirito che ha animato le mobilitazioni a Forlì o che pensano che zittire il dissenso sia una pratica pericolosa e fascista, di unire la loro voce e la loro presenza alla nostra protesta”.

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