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'Ndrangheta, barista assassinato nel '91: preso uno dei killer

Preso dagli agenti della Squadra Mobile di Bologna uno dei killer che il 27 ottobre del 1991 aveva ucciso Salvatore Andricciola, classe '56, barista di Forlimpopoli originario di Lamezia Terme

Preso dagli agenti della Squadra Mobile di Bologna uno dei killer che il 27 ottobre del 1991 aveva ucciso Salvatore Andricciola, classe '56, barista di Forlimpopoli originario di Lamezia Terme. Da subito le indagini puntarono a Lamezia, per una faida che aveva coinvolto la famiglia di Andricciola (nel 1988 erano stati assassinati il padre e lo zio), che si era trasferito nel Forlivese dopo essere stato ferito in un'imboscata.

Le indagini condotte dalla Dirzione Distrettuale Antimafia di Bologna hanno identificato nell'ambito dell'indagine Cold Case uno dei presunti sicari che avrebbe eseguito materialmente il delitto. In manette è finito C.S., 44 anni, originario del Tarantino, che fece da 'palo' all'esecutore materiale, Stefano Speciale, che con cinque colpi uccise Andricciola. Speciale è stato condannato a 13 anni per l'episodio, con l'attenuante di essere diventato collaboratore di giustizia.

Proprio dalle sue dichiarazioni, cui sono stati trovati ulteriori riscontri, si è arrivati all'arresto del complice. I due facevano parte di un gruppo di persone che erano state messe a disposizione di una cosca di Lamezia, per ripagare un debito che avevano contratto con un altro clan. Il 44enne è stato rintracciato in Lussemburgo, dove si era trasferito da una decina d'anni e dove viveva, nella cittadina di Petange, con moglie e figli.

Il mandato di arresto internazionale del Gip di Bologna Alberto Ziroldi è di metà marzo, di martedì l'estradizione dopo che la Corte d'Appello del Lussemburgo ha respinto un ricorso del 44enne. Ora si trova nel carcere di Rebibbia e nei prossimi giorni è previsto l'interrogatorio di Garanzia: deve rispondere dell'accusa di concorso in omicidio pluriaggravato dalla premeditazione e dal metodo mafioso.Le indagini della squadra mobile sono state coordinate dal pm Marco Mescolini.

Per il fatto furono già condannati con sentenze definitive i mandanti, Francesco Giampà (30 anni), detto 'il Professore', e Pasqualino D'Elia, oltre all'esecutore materiale, Stefano Speciale (13 anni) al quale è stata riconosciuta l'attenuante per aver collaborato con la giustizia. Grazie anche alle sue dichiarazioni cui gli investigatori hanno trovato precisi riscontri in varie testimonianze si è arrivati ad incastrare C.S. I due, Speciale e C.S, facevano parte di un gruppo di persone che avevano contratto un importante debito di droga con la cosca Giorgi. Per questo furono a messi a disposizione del clan Giampà che li incaricò di vere e proprie esecuzioni.

I giudici hanno infatti ritenuto che l'omicidio Andricciola anticipò il delitto 'Aversa', quando nel gennaio del 1992 in pieno giorno, in centro a Lamezia, vennero uccisi il sovrintendente capo di polizia Salvatore Aversa e la moglie Lucia Precenzano. Per l'episodio Speciale è stato condannato a otto anni; il 44enne, invece, fu assolto in appello.

Nel delitto Andricciola, gli inquirenti hanno identificato e sentito chi accompagnò i due nei sopralluoghi a Forlimpopoli e chi li ospitò a Castelfranco Emilia (Modena); persone che, a distanza di anni hanno confermato la presenza di C.S: partecipò all'ideazione del delitto, fu accanto a Speciale anche nel bar dove entrò in attesa della vittima, poi aspettò il killer all'esterno e con lui fuggì in auto. In Lussemburgo è stato raggiunto dal mandato di arresto firmato dal Gip Alberto Ziroldi che ha confermato il quadro accusatorio. Il suo ricorso alla Corte d'Appello di quel Paese é stato respinto.

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