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Giovedì, 9 Febbraio 2023
Il giallo di Civitella / Civitella di Romagna

Omicidio Severi, la difesa del fratello Daniele chiede la scarcerazione e presenta ricorso in Cassazione: “Mancano indizi di colpevolezza”

Il fratello 63enne della vittima è accusato di omicidio volontario, con l'aggravante della premeditazione e occultamento di cadavere (quest'ultima accusa scatta anche quando mancano singole parti anatomiche del cadavere)

È stato depositato a firma dell’avvocato Massimiliano Pompignoli il ricorso in Cassazione contro l'ordinanza del giudice per le indagini di Forlì che ha disposto la misura cautelare in carcere di Daniele Severi - successivamente confermata dal Tribunale delle Libertà di Bologna - sospettato dell’omicidio di Franco Severi, l'agricoltore 53enne di Civitella di Romagna trovato morto decapitato il 22 giugno scorso a Ca' Seggio, c'è del sangue umano. Il fratello 63enne della vittima è accusato di omicidio volontario, con l'aggravante della premeditazione e occultamento di cadavere (quest'ultima accusa scatta anche quando mancano singole parti anatomiche del cadavere). Tuttavia bisogna ricordarsi che i giudizi finora espressi sono relativi alle esigenze di custodia, vale a dire mantenere in carcere l'accusato, e non si tratta dell'anticipazione del processo vero e proprio. 

Il legale di Severi ha contestato tra i vari motivi di ricorso in Cassazione “l'assenza di gravi e fondati indizi di colpevolezza a carico del proprio assistito che ne hanno determinato la carcerazione preventiva”. Argomenta l’avvocato Pompignoli: “Ci sono molti aspetti relativi all’omicidio di Franco Severi che non sono chiari e su cui abbiamo lavorato in questi giorni in vista del ricorso in Cassazione. Per esempio l’arma del delitto; gli inquirenti non l’hanno ancora individuata e non sono state avanzate ipotesi fondate a riguardo”. Poi c’è il tema del presunto movente a carico di Daniele Severi: “La Procura su questo fronte è stata vaga adducendo motivazioni molto fragili. Infine, nemmeno l'orario della morte della vittima è certo”, sostiene Pompignoli.

“Insomma siamo di fronte a mere congetture, tali da non giustificare affatto a nostro avviso la misura cautelare applicata a Daniele Severi - prosegue -. Ci suona dunque stonata e priva di fondamento la dichiarazione resa in questi giorni dai difensori delle parti civili sulla presunta sussistenza a carico di Daniele Severi di elementi concreti che mal si concilierebbero con le dichiarazioni del professor Meluzzi sull'impossibilità dello stesso di commettere un omicidio. Non ne capiamo la ratio tenuto conto che i colleghi non hanno nemmeno preso visione completa degli atti. Ecco perché consiglio a quest’ultimi di non dare giudizi troppo affrettati sulla vicenda ed attenersi al merito quando vedranno gli atti del fascicolo”.

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