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"Un'opera al mese", "L’Allegoria dell’astrologia sferica" di Guido Cagnacci conquista la platea del San Giacomo

""L’Allegoria dell’astrologia sferica" - ha illustrato la professoressa Ghelfi - è un affascinante e misterioso dipinto di Guido Cagnacci, artista di punta del Seicento romagnolo, eseguito durante il soggiorno a Venezia

San Giacomo gremito in ogni ordine di posto per il primo appuntamento del 2023 con "Un’opera al mese", dedicata a far conoscere i capolavori dei Musei Civici di Forlì. Domenica è stata la volta del pregevole dipinto di Guido Cagnacci “L’allegoria dell’astrologia sferica” proveniente dalla Pinacoteca del Museo Civico di San Domenico, esposto per l’occasione. Protagonista della serata è stata la professoressa Barbara Ghelfi, docente di storia dell’arte moderna dell’Università di Bologna, tra i massimi esperti dell’arte del Cagnacci.

""L’Allegoria dell’astrologia sferica" - ha illustrato la professoressa Ghelfi - è un affascinante e misterioso dipinto di Guido Cagnacci, artista di punta del Seicento romagnolo, eseguito durante il soggiorno a Venezia, quando l’artista si impegnò nella realizzazione di incantevoli allegorie femminili “da stanza” che rappresentano un capitolo importante della sua produzione. Nel dipinto dei Musei di San Domenico la raffinata sensualità della giovane donna si arricchisce di significati allegorici grazie all’inserimento di oggetti preziosi come la sfera celeste, i libri e la pergamena vergata in latino; tutti elementi che, se esaminati con attenzione, fanno riferimento a una committenza colta che ricercava una pittura intellettuale e sofisticata".

Un'opera al mese, al San Giacomo "L’Allegoria dell’astrologia sferica"

La rassegna, ha ricordato nei giorni scorsi  l’assessore alla Cultura, Valerio Melandri, ha richiamato nel 2022 oltre 2.000 persone, che hanno potuto conoscere ed ammirare alcuni dei più grandi capolavori esposti nei musei civici della città. Sono state coinvolte più sedi dal Refettorio del San Domenico al grande salone di Palazzo del Merenda; dal Teatro Fabbri alla Chiesa del San Giacomo, portando così i forlivesi prima di tutti a vivere questi luoghi d’arte di loro appartenenza e a scoprire o riscoprire i grandi capolavori della città

“Il progetto - spiega il dirigente alla Cultura Stefano Benetti - è nato con la volontà di far conoscere il patrimonio artistico conservato nelle nostre istituzioni culturali attraverso nuovi modi di comunicare l’arte con l’intento di arrivare a tutti; “Un’Opera al Mese” è pensata infatti secondo un format comunicativo innovativo che prevede che il pubblico venga “accompagnato”  all’osservazione diretta di un singolo capolavoro, esposto per l’occasione, attraverso un racconto rigorosamente scientifico ma narrato in forma divulgativa da un autorevole studioso del settore”.

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