Maxi sequestro di droga e arresti in Puglia: operazione della Finanza interessa anche la Romagna

Vi sono nove albanesi che risiedono fra le province di Roma, Arezzo, Rimini e Forlì. Complessivamente sono circa 40 le persone indagate

Ha interessato anche il Forlivese l'operazione anti droga "Beached" del Nucleo di Polizia tributaria del Comando Provinciale di Brindisi e del Reparto operativo aeronavale di Bari, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, che ha portato alla notifica di 17 ordinanze di custodia cautelare, 13 delle quali agli arresti domiciliari e quattro con obbligo di dimora, e al sequestro di oltre 4mila chili di marijuana, oltre mezzo chilo di cocaina, 27.000 euro in contanti, un natante, tre autovetture e una motocicletta. 

Fra le 17 persone raggiunte dal provvedimento restrittivo, due risiedono a Brindisi, una a Oria e una a Ceglie Messapica. L’ordinanza è stata inoltre eseguita a carico di due persone residenti nella provincia di Taranto e di un soggetto residente in provincia di Matera. Poi vi sono nove albanesi che risiedono fra le province di Roma, Arezzo, Rimini e Forlì. Complessivamente sono circa 40 le persone indagate, di cui sei arrestate in flagranza di reato nel corso dell’inchiesta, a partire dalla fine del 2017. Gli inquirenti hanno documentato l’operatività di uno strutturato sodalizio dedito all’importazione, trasporto, detenzione e cessione di ingenti quantitativi di marijuana. La droga proveniva dalla cosiddetta “rotta balcanica” attraverso potenti “gommoni” e, oltre alle “piazze di spaccio” delle province di Brindisi e Taranto, era destinata ad acquirenti dislocati in altre regioni del centro-nord.

L’organizzazione, secondo quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle, gestiva il traffico attraverso l’apporto fornito da ciascun indagato, “reclutato” grazie all’intermediazione di un soggetto residente nella provincia di Taranto. E' emersa anche la detenzione di armi da fuoco, utilizzate per intimidire i “clienti” in ritardo con il pagamento dello stupefacente. Le indagini sono partite alla fine del 2917, a seguito di un inseguimento terminate con l’abbandono di un gommone carico di droga sulla spiaggia di Costa Merlata, marina di Ostuni, e la fuga di due persone che si trovavano a bordo dell’unità. In prima battuta l’inchiesta è stata diretta dal pm del tribunale di Brindisi, Luca Miceli.

Successivamente i fascicoli sono stati trasmessi alla Dda di Lecce, nelle persone dei sostituti procuratori Alberto Santacatterina, e Giovanna Cannalire. Il Procuratore Aggiunto della Dda leccese Guglielmo Cataldi, ha altresì, attivato i previsti canali di cooperazione internazionale al fine di pervenire alla cattura dei soggetti attualmente all’estero. L’attività ha consentito di denunciare complessivamente 32 soggetti, appartenenti all’organizzazione ovvero implicati nella negoziazione di partite di sostanze stupefacenti. 

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