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Sabato, 13 Aprile 2024
Il dibattito

Ora di religione nelle scuole, l'opinione di Zanetti (Uaar): "Pensare a un cambiamento radicale su questa scelta"

"Che la riflessione non sia nuova, specie a Forlì, ce lo ricorda uno dei nostri concittadini più grandi, Aurelio Saffi", afferma Ludovico Zanetti, coordinatore del circolo Uaar (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) di Forlì-Cesena

Continua il dibattito sull'ora di religione nelle scuole. Se per il vescovo di Forlì-Bertinoro, Livio Corazza, si tratta di un momento durante il quale "s'impara a conoscersi e ad accogliersi nell'unicità di ogni personalità", ma anche "a dialogare, a partecipare e a crescere insieme", per Lodovico Zanetti, coordinatore del circolo Uaar (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) di Forlì-Cesena, è necessario "pensare a un cambiamento radicale su questa scelta". 

"Sono in netto calo gli studenti che si avvalgono  dell'ora di religione, nonostante il decidere di non frequentare implichi moduli, burocrazie e crei spesso problemi per gli studenti che restano senza alcuna attività, nonostante la norma preveda l'ora alternativa - afferma Zanetti -. Ma non è questo il punto. La vera domanda è se abbia senso oggi un'ora di religione che costa (stima Uaar) circa 1,2 miliardi di euro alla collettività, in un momento in cui la scuola  è vittima di tagli a servizi essenziali. O se abbia senso che una parte del corpo docente, gli insegnanti di religione,  non sia scelta dallo stato ma dalla curia, che può a suo insindacabile giudizio cacciare un insegnante la cui condotta morale pubblica sia ritenuta in contrasto con gli insegnamenti della Chiesa, essendo perfino necessaria una licenza diocesiana per partecipare al concorso per entrare in ruolo. O se abbia senso che in un paese sempre più secolarizzato e sempre sfaccettato, dal punto di vista religioso debba insegnare quella che è solo una delle tante fedi presenti nel paese, oltre alle visioni dei non credenti, che recenti studi quotano  a più del 15 per cento degli italiani".

"Sono certo che il nostro Paese debba, laicamente, pensare a un cambiamento radicale su questa scelta - prosegue Zanetti nella sua opinione -. Che la riflessione non sia nuova, specie a Forlì, ce lo ricorda uno dei nostri concittadini più grandi. Aurelio Saffi, insieme ad altri tra cui Alessandro Fortis che l'aveva proposta, l'11 gennaio 1870 votò in consiglio comunale per l'abrogazione dell'ora di religione nelle scuole forlivesi (l'obbligo verrà introdotto dal concordato fascista). L'ordine del giorno passò con 15 voti contro 9 e si chiuse dicendo: ”Nelle scuole si cessi l'insegnamento religioso e si prosegua l'insegnamento morale, mediante un corso elementare di diritti e di doveri dell'uomo e del cittadino”. Proposta straordinariamente attuale". 

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