Metà studenti a scuola, metà collegati da casa: per molte Superiori un anno con classi spezzate

Nonostante le tante iniziative prese tra nuovi banchi, interventi di edilizia leggera, protocolli, orari sfalsati, alcune scuole più grandi non sono in grado di accogliere in sicurezza la mole di studenti precedente

Il rientro a scuola non sarà per tutti sui banchi e tra i compagni di classe. Nonostante le tante iniziative prese tra nuovi banchi, interventi di edilizia leggera, protocolli, orari sfalsati, alcune scuole più grandi non sono in grado di accogliere in sicurezza la mole di studenti precedente. E' l'esempio del Liceo Scientifico forlivese, che con quasi 1.500 studenti (circa 120 in più dello scorso anno), ha scelto di alternare la presenza dei ragazzi in classe, limitandola al 50% della classe, a settimane alterne.

Questa per la grande maggioranza delle classi: ben 41 su 57 utilizzeranno questa rotazione, vale a dire la metà della classe in aula, l'altra metà a casa con la didattica a distanza, alternando chi è nell'edificio scolastico e chi a casa ogni settimana. Questo porterà a diminuire le presenze fisiche nell'istituto di via Aldo Moro di circa 500-600 studenti, vale a dire più di un terzo. Il provvedimento è messo nero su bianco in una circolare pubblicata venerdì sul sito della scuola. 

La compresenza di tutti gli alunni è prevista solo per le classi prime (13) e per l'indirizzo quadriennale (altre 3 classi). Per tutte le altre si parla di “didattica digitale integrata (50% della classe in presenza e 50% in didattica a distanza a settimane alterne), per tutte le classi dalla seconda alla quinta degli indirizzi Liceo scientifico quinquennale, Opzione scienze applicate e Sportivo”. Inoltre si legge che per le “classi con Didattica digitale integrata la composizione dei due sottogruppi di ciascuna classe, che si alterneranno in presenza, sarà oggetto di apposita comunicazione prima dell’inizio delle lezioni”. 

E questo è solo un punto di partenza dato il quadro potrebbe cambiare e “saranno possibili nei mesi a venire variazioni dell’organizzazione iniziale proposta in relazione alla disponibilità dei banchi monoposto richiesti, all’efficacia delle misure di distanziamento programmate nelle situazioni dinamiche, al variare della situazione epidemiologica e all’assenza di criticità nel sistema dei trasporti locali”, sempre la stessa circolare. 

Anche l'Itis “Marconi” ha adottato la medesima impostazione: solo le prime sempre a scuola, in presenza, mentre altre 39 classi dalla seconda alla quinta saranno spezzate in due gruppi che si alternano nella lezione a distanza e in quelle frontali in aula. I due sottogruppi per ogni classe sono stati organizzati secondo l'ordine alfabetico e non in base a criteri diversi. Si stima che in questo modo il plesso scolastico sarà alleggerito di circa 500 presenze al giorno.

L'Itaer Baracca invece ha intrapreso un'altra strada. Verrà utilizzata la didattica digitale integrata, ma alternando biennio e triennio. Spiega la circolare: “Si prevede una alternanza settimanale (didattica in presenza e a distanza) tra biennio e triennio, con la prima settimana dedicata all'accoglienza delle classi prime e seconde. Tale turnazione non riguarderà, a partire dal 28 settembre, unicamente le quinte classi che da quella data seguiranno le lezioni costantemente in presenza”.

Il liceo classico “Morgagni” da parte sua non si è ancora espresso. Sul sito si annunciano avvisi a riguardo, ma a pochi giorni dall'inizio delle lezioni non sono stati ancora ufficializzati. Anche l'Istituto Tecnico Economico “Matteucci” adotterà il metodo dello Scientifico: “Le classi più numerose (ad eccezione delle classi prime che saranno sempre in presenza) verranno divise in due gruppi: uno seguirà le lezioni a scuola e contemporaneamente l'altro da casa a settimane alterne”. Non viene indicato, però, quali classi avranno un anno scolastico con queste modalità. Sull'organizzazione degli studenti in aula non hanno pubblicato avvisi sul loro sito internet l'istituto tecnico Saffi-Alberti e l'istituto professionale 'Ruffilli'.

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