In Emilia Romagna ormoni gratis a chi vuole cambiare sesso

I farmaci verranno erogati direttamente dalle farmacie ospedaliere. Lo ha stabilito la Giunta regionale nel corso dell'ultima seduta

D'ora in poi in Emilia-Romagna le persone che intendono cambiare sesso potranno ricevere gratuitamente le terapie ormonali adeguate, sotto il controllo del Servizio sanitario regionale. I farmaci verranno erogati direttamente dalle farmacie ospedaliere. Lo ha stabilito la Giunta regionale nel corso dell'ultima seduta. Le persone con disforia di genere non si riconoscono nel sesso biologico attribuito alla nascita e la normativa nazionale riconosce a chi vive questa condizione la possibilita' di ricevere supporto psicologico e assistenza medica, al fine di avviare un percorso che porta, se lo si vuole, al cambio di sesso anagrafico o anatomico.

L'intervento chirurgico necessario e' gia' da alcuni anni compreso nei Livelli essenziali di assistenza e viene eseguito nei centri di riferimento sul territorio nazionale, al termine di un percorso complesso di preparazione che comprende anche terapie ormonali adeguate alla modifica dei caratteri sessuali. La Regione Emilia-Romagna garantisce alle persone residenti, in attesa delle valutazioni che sta conducendo l'Agenzia italiana del farmaco, la possibilita' di ricevere i farmaci sotto stretto controllo del Servizio sanitario regionale, secondo le indicazioni di appropriatezza prescrittiva stabilite dalla commissione regionale del farmaco. Con questo atto, la Regione prevede che le terapie ormonali possano essere erogate sia durante il periodo di transizione, in cui la persona inizia ad assumere le caratteristiche del sesso opposto, sia in seguito per coloro che decidono di non ricorrere all'intervento chirurgico definitivo, ma realizzino solo il cambio anagrafico del sesso. Secondo le stime, si prevede in Emilia-Romagna di somministrare questi farmaci a circa un centinaio di persone ogni anno.

"In base a misure come questa- afferma l'assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini- il nostro puo' considerarsi a tutti gli effetti un sistema che ha lo scopo di garantire a tutti i cittadini, in condizioni di uguaglianza, l'accesso universale all'erogazione equa delle prestazioni sanitarie. Questo e' il percorso che stiamo seguendo". Questo provvedimento, aggiunge l'assessore regionale alle Pari opportunita', Barbara Lori- rappresenta un tassello importante del percorso socio-sanitario di presa in carico delle persone con disforia di genere, secondo quanto previsto dalla legge regionale per il contrasto alle discriminazioni e le violenze legate a identita' di genere od orientamento sessuale, a cui abbiamo iniziato dare piena attuazione. La nostra Regione vuole essere concretamente al fianco di chi affronta questo percorso che abbiamo voluto sicuro, gratuito e accompagnato da personale con formazione specifica".

La legge regionale contro le discriminazioni, infatti, all'articolo 5 stabilisce che "il Servizio sanitario regionale, i servizi socio-assistenziali e socio-sanitari sostengono e promuovono iniziative di informazione, consulenza e sostegno sulle tematiche specifiche che coinvolgono le persone gay e lesbiche, transessuali, transgender e intersex. Le medesime iniziative sono offerte ai genitori e alle famiglie". La Regione, inoltre, "promuove gli interventi indicati in coerenza con il Piano sociale e sanitario regionale, con il Piano regionale per la promozione della salute e prevenzione e con gli altri strumenti di programmazione e pianificazione di settore". (fonte Dire)

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Commenta il consigliere regionale della Lega, Massimiliano Pompignoli: ""C’è il Covid, c’è un’emergenza sanitaria in corso, c’è stato il lockdown, c’è la scommessa della ripartenza ma le priorità della Giunta Bonaccini sono ben altre. D'ora in avanti infatti, in Emilia Romagna le terapie ormonali a coloro che vogliono cambiare sesso saranno fornite gratuitamente. La previsione è di somministrarle, in Regione, a un centinaio di persone l’anno. Una decisione davvero incredibile in un momento storico come questo, di pandemia globale, in cui scarseggiano le risorse per acquistare vaccini anti-influenzali in quantità adeguate, in cui si cammina sui carboni ardenti e si trattiene il fiato per il timore dell’incremento della curva epidemiologica. Al di là della questione morale, al di là dei termini e dei modi di utilizzo delle risorse pubbliche, c’è solo una domanda che legittimamente ognuno di noi, con un briciolo di buon senso, si pone. Era davvero una priorità fornire ormoni gratis a chi vuole cambiare sesso?".

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