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Orti pubblici sottoutilizzati, cambia il regolamento: tolto il limite di reddito e maggiore durata

Gli orti pubblici non sono più solo per anziani, ma anche per nuclei familiari in difficoltà economica o impiegati in progetti di inserimento sociale (per esempio dei disabili)

Cambia nuovamente il regolamento degli 'orti per anziani', a distanza di nemmeno un anno dal varo dell'ultima versione. Emerge, infatti, che nonostante l'ampliamento di alcuni requisiti, gli orti pubblici - che non sono più solo per anziani, ma anche per nuclei familiari in difficoltà economica o impiegati in progetti di inserimento sociale (per esempio dei disabili) - non vengono totalmente assegnati.  Allo stato attuale risultano a disposizione dei cittadini 710 aree ortive (243 collocate nelle Zone Centro e Nord della città, 330 nelle Zone Ovest e Sud, 137 nella Zona Est), distribuite in 17 appezzamenti. Risultano però assegnate 597 aree ortive di cui circa il 25% a donne e il 75% a uomini. Per questo restano 113 orti da distribuire. 

Gli “orti per anziani” è un'esperienza che va avanti dagli anni '80, gestiti dalle circoscrizioni fino a quando queste esistevano. Le finalità cui possono rispondere oggi gli orti si sono modificate, ampliando la platea dei potenziali partecipanti e facendo emergere le potenzialità di tali attività capaci di connettere l’ambito sociale, educativo, culturale e ambientale.

Il prossimo consiglio comunale di giovedì, quindi, valuterà e approverà l'eliminare ulteriori requisiti per favorire il massimo accesso a questi piccoli orti che, lo ricordiamo non sono finalizzati a creare reddito mediante la vendita dei prodotti della terra, ma inserire gli anziani in attività che li vedono protagonisti e produrre prodotti agricoli finalizzati all'autosostentamento della famiglia. L'intervento di maggior rilevo sarà l'eliminazione del requisito dei 25.000 euro di reddito Isee per l'accesso dei richiedenti over 60, lasciando questo requisito solo per i nuclei familiari vulnerabili. Se si formerà un'eventuale graduatoria, in caso di eccesso di domande rispetto alla disponibilità, sarà data priorità ai richiedenti con condizioni economiche o sociali del nucleo familiare più svantaggiate. Allungato anche il periodo di assegnazione: se prima era di tre anni rinnovabile in altri tre anni, ora la concessione passa a 5 anni, rinnovabile di altri 3.

Non solo: dopo l'approvazione della graduatoria e delle relative assegnazioni sarà possibile presentare domanda per gli orti che restano liberi e non sono stati richiesti (fino al mese di ottobre di ogni anno), così fa favorire l'impiego anche nel corso dell'anno. L'amministrazione comunale, mantenendo la gratuità del servizio, ha inoltre previsto di eliminare il contributo spese, previsto oltre alla quota di iscrizione all'associazione che gestisce l'area ortiva, o meglio ha previsto che sia la giunta di volta in volta a indicare la quota di compartecipazione alle spese sostenute dall'ente (acqua, gestione rifiuti, energia elettrica) da richiedere ai singoli assegnatari.

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