Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

"Nessuna emergenza, l'ospedale non è al collasso: la polemica è strumentale"

E' la replica che arriva dai vertici del polo ospedaliero di Forlì, dopo la bufera scoppiata a seguito di un intervento di Andrea Pasini in cui si indicava una "crisi da sovraffollamento"

“Quest'ospedale non è al collasso. Non c'è alcuna emergenza e siamo in grado di prendere in carico ogni paziente regolarmente, negli ultimi vent'anni non abbiamo mai dirottato un paziente in un'altra struttura vicina, mentre è accaduto il contrario, che da fuori ne venissero mandati a noi”: è la replica che arriva dai vertici del polo ospedaliero di Forlì, dopo la bufera scoppiata a seguito di un intervento di Andrea Pasini in cui si indicava una “crisi da sovraffollamento” al Morgagni-Pierantoni, tanto che sarebbero state emanate direttive per una maggiore selezione per i ricoveri dal pronto soccorso e un contingentamento dei posti letto. Una situazione di caos quella descritta da Pasini. Inoltre i pazienti sarebbero stati dirottati in un posto letto fuori dal reparto di appartenenza per la propria patologia. 

A ruota, i sindaci del territorio forlivese hanno poi chiesto con una missiva ufficiale che cosa sta accadendo all'ospedale di Forlì, se i posti letto siano sufficienti o meno. Con una conferenza stampa convocata d'urgenza, lunedì mattina, i vertici dell'ospedale di Forlì, in testa il direttore sanitario Paolo Masperi, spiegano invece che “l'ospedale è stato descritto allo sbando per una direttiva di routine”, che può capitare anche una o due volte l'anno. “E' stato descritto un film che noi qui dentro non abbiamo visto: è stata utilizzata un'allerta di precauzione per descrivere un'emergenza che non c'è stata”, è il commento di Claudio Vicini, direttore di Otorinolaringoiatria. Assieme ai professionisti medici Giorgio Ercolani, Marcello Galvani, Andrea Fabbri e Silvia Mambelli, quest'ultima dirigente del settore infermieristico, è stato fatto il punto della situazione. Sostanzialmente, il 4 di ottobre scorso è stata inviata una direttiva a tutti i responsabili in cui si segnalava una situazione di particolare affollamento dell'ospedale, che dispone di circa 450 posti letto, per effetto di un picco anomalo di ingressi rispetto alle dimissioni. “Una situazione che si è normalizzata nel giro di pochi giorni e che ha comportato il rinvio ad alcuni giorni dopo di poche unità di ricoveri programmati”, fanno sapere in conferenza stampa.

“Problemi di questo tipo sono routine, non è un'emergenza. Ne è venuta fuori una caricatura surreale, un'immagine che non rispecchia quello che è l'ospedale di Forlì”, continuano. Per il direttore Masperi la polemica non avviene in modo casuale, ma “è strumentale in un momento in cui abbiamo avviato da alcune settimane una riorganizzazione dell'assetto organizzativo”. L'iter terminerà alla fine di dicembre e dovrebbe portare ad un aumento di una decina di posti letto nelle aree più critiche. Seguirà poi anche una riorganizzazione strutturale, che dovrebbe permettere di accrescere di un'altra decina i posti letto disponibili. Tuttavia, già adesso, spiega Masperi, “l'ospedale di Forlì rispecchia i parametri del decreto Balduzzi sul numero di posti letto”. Inoltre “l'ampliamento del presidio era già in discussione da mesi, dato l'aumento dell'attività chirurgica”.

Proseguono i professionisti dell'ospedale di Vecchiazzano: “Il nostro modello ospedaliero è di cura per livelli di intensità e non per reparti a compartimenti stagni. E' stato detto che i pazienti vengono spediti in reparti non attinenti, ma è un bene che ci sia una risposta ai pazienti in una struttura più flessibile”. E poi qualche numero: nei primi 9 mesi dell'anno sono arrivati 33 elogi contro 11 reclami sul pronto soccorso, questi ultimi sono dimezzati rispetto allo scorso anno, mentre gli elogi sono passati da 19 a 33.

Eppure i sindaci del territorio hanno subito chiesto chiarimenti. Su questo punto getta acqua sul fuoco Vicini: “I rapporti tra dirigenza e sindaci sono stretti e non sono mai venuti meno. Anche la situazione interna è buona: la direzione sanitaria è attiva e presente”. Sullo sfondo di questi allarmi dei sindaci ci sono i mai sopiti campanili e il timore, come spesso paventato in passato, che nell'Ausl unica Forlì sia di "serie B", rispetto ad altre città, come per esempio Cesena, che ha ottenuto celermente il via libera per il nuovo ospedale. Sulla questione i professionisti non si esprimono se non indirettamente. Spiega Masperi: “Parlo a titolo personale, a Forlì abbiamo un ospedale nuovo, mentre quello di Cesena in tutta la Romagna è il più vecchio e il più disagiato per quanto riguarda l'accesso. Il nostro è nuovo, tecnologico e non ha niente da individiare a nessuno. In ogni caso non si smantella così la credibilità di un presidio ospedaliero”.
 

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