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Ospedale: informatizzazione e nuove tecnologie per salvare più pazienti

Coniugare elevati standard qualitativi e sostenibilità economico-finanziaria. E' questa la sfida in cui è impegnata l'Azienda Usl di Forlì e, in particolare, il Dipartimento dell'Emergenza

Coniugare elevati standard qualitativi e sostenibilità economico-finanziaria. E’ questa la sfida in cui è impegnata l’Azienda Usl di Forlì e, in particolare, il Dipartimento dell’Emergenza, diretto da Giorgio Gambale e formato dall’U.O. di Anestesia-Rianimazione, diretta dallo stesso  Gambale, dall’U.O. di Cardiologia, diretta da Marcello Galvani, e dall’U.O. Pronto Soccorso- Medicina d’Urgenza, diretta da Andrea Fabbri. Fulcro organizzativo del Dipartimento è proprio quest’ultima, dedicata a intercettare e trattare tempestivamente alcune patologie in cui il fattore tempo è fondamentale, come arresto cardiaco, ictus, infarto miocardico, trauma severo.

Punto di forza dell’unità è l’elevato standard di informatizzazione, utilizzabile sin dal momento dell’intervento sul territorio, da dove si può già accedere alla banca dati sanitari degli utenti dell’Azienda Usl di Forlì, recuperando elementi clinico-anamnestici, dati di laboratorio, radiologici e referti specialistici, con evidenti vantaggi sul piano gestionale. L’intera documentazione clinica, dall’invio al reparto sino al ricovero, sfrutta, infatti, il medesimo supporto, a garanzia di continuità e tracciabilità.

L’attività di Pronto Soccorso, che conta circa 50mila prestazioni/anno, prevede l’applicazione di protocolli diagnostico-gestionali nella maggior parte delle tematiche dell’urgenza. Il continuo confronto con le altre figure professionali dell’ospedale e la possibilità di accessi rapidi alle prestazioni specialistiche, sia in emergenza sia in modalità differita, ha contribuito, poi, non solo alla crescita culturale del personale, ma anche all’appropriatezza, generando sia una maggior adeguatezza e miglior tempistica dei percorsi diagnostico-terapeutici, sia una buona azione di “filtro” sui ricoveri ospedalieri non appropriati. Da sottolineare anche l’introduzione di un percorso di osservazione breve intensiva, che ha aumentato la sicurezza dei pazienti, riducendo le dimissioni improprie dal Pronto Soccorso e portando vantaggi in termini economico-gestionali.

Un elemento di ulteriore innovazione è la presenza, in area accettazione, in fascia oraria diurna, di un medico “esperto” a sostegno della funzione di triage infermieristico, per favorire la presa in carico delle scelte più complesse e stimolare l’appropriatezza diagnostico-terapeutica e l’applicazione di protocolli/linee guida. In questo modo, inoltre, sia ha una migliore facilitazione/sorveglianza della tempistica dei servizi intermedi, del percorso al ricovero ospedaliero, e della risposta ai tempi di attesa. La Medicina d’Urgenza completa il sistema assicurando il monitoraggio e trattamento intensivo di alcune patologie acute (trauma severo insufficienza respiratoria acuta, dolore toracico, insufficienza cardiaca acuta, emorragia digestiva) e urgenti con necessità di osservazione-trattamento superiori a quelle di una degenza ordinaria.

Fra i programmi più innovativi che vedono, attualmente, impegnato il Dipartimento, va segnalato il progetto “e-Health Cost Management”, lanciato in collaborazione con la Facoltà di Economia dell’Università di Bologna, per definire l’impatto in termini di costi nel blocco chirurgico, sino ad arrivare a definire il peso di una singola procedura chirurgica in termini di tempo e risorse impiegate. «Una volta completato – illustra Gambale –  il progetto consentirà una nuova gestione del budget, oggi impensabile, fondata sul dettaglio analitico delle risorse impiegate e sull’attribuzione dei costi veri ai vari Dipartimenti sulla base delle risorse impiegate, tanto per un percorso terapeutico quanto per uno chirurgico». Contemporaneamente, il Dipartimento sta lavorando sulle proprie attività integrate a livello di Area Vasta Romagna. «Sono due gli ambiti che ci vedono coinvolti – spiega Gambale – l’angioplastica primaria, per cui siamo uno dei centri Hub, cioè di di riferimento, nella provincia, e i traumi, dove, invece, siamo centro spoke, ovvero parte della rete; in questo caso l’Hub è Cesena». Per quanto riguarda il primo aspetto, l’U.O. di Cardiologia garantisce a tutti i cittadini di Forlì e Cesena il trattamento dell’infarto miocardico acuto, grazie a un percorso attivo, in collaborazione con la Centrale Opertiva 118, dal 2006, e in grado di abbreviare al massimo il tempo fra diagnosi e riapertura della coronaria. In quattro anni, si sono effettuate quasi 900 angioplastiche primarie, con importanti risultati: a partire dal 2006, nella provincia di Forlì-Cesena, la mortalità per infarto miocardico acuto si è più che dimezzata (-56%), arrivando all’attuale 4,8%, mentre la degenza media è passata dal 9 a 6 giorni (-31%).

Il Dipartimento dell’Emergenza ha inoltre superato brillantemente la procedura di riaccreditamento regionale, conseguendo senza alcun problema il primo rinnovo. «La commissione regionale incaricata – dichiara il dott. Gambale – ha sottolineato come sia la gestione del rischio clinico nel Dipartimento sia i criteri e i requisiti generali e specifici previsti dalla procedura stessa, siano stati pienamente soddisfatti, con particolare attenzione al blocco operatorio, dove i commissari non hanno evidenziato alcun appunto all’organizzazione. Tutto ciò è per noi motivo d’orgoglio, in quanto testimonia la bontà del lavoro svolto sin qui da tutte le equipe, con elevato spirito di motivazione e appartenenza».

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