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Ospedale, la denuncia: "Interi reparti saranno chiusi per ferie". L'Ausl smentisce

Andrea Pasini, segretario dell'Udc, è allarmato: "Che cosa succederà a settembre, visto che c'è il rischio, più che concreto, che alcuni reparti non aprano più?"

“L’obbligo di pareggio di bilancio impone alla Asl forlivese un piano di rientro di diversi milioni di euro che avranno come inevitabile conseguenza la riduzione globale delle prestazioni, sia per quanto riguarda il privato convenzionato, sia per il servizio pubblico”. A lanciare l'allarme “tagli” è Andrea Pasini, consigliere comunale e segretario provinciale UdC, che con una conferenza stampa indica con preoccupazione quali sarebbero gli scenari che si stanno nella sanità locale.

INTERI REPARTI CHIUSI IN AGOSTO?

Denuncia Pasini per quanto concerne l'ospedale Morgagni-Pierantoni: “Nel periodo estivo si prevede che molti reparti saranno completamente chiusi o, al limite, con un trasferimento limitatissimo di posti letto in altri reparti, per circa 5 settimane. Parliamo di reparti di primaria importanza tipo chirurgia, chirurgia endocrina, chirurgia toracica, dermatologia, urologia, otorino laringoiatra, ortopedia, pneumologia, oculistica, senologia. Ora viene spontaneo chiedersi, dove andranno i cittadini forlivesi a curarsi? Dovranno contribuire ad incrementare la mobilità passiva?”.

E ancora, più allarmato: “Che cosa succederà a settembre, visto che c'è il rischio, più che concreto, che alcuni reparti non aprano più? Se le nostre strutture sono attrattive per pazienti, non solo residenti nella nostra USL, ma dall’intera regione o da altre regioni (questi ultimi circa 2000 casi nel 2012) – si domanda Pasini – significa che hanno sviluppato delle eccellenze: la diminuzione generalizzata di risorse e la definizione di tetti al trasferimento di pazienti dalle regioni confinanti mettono in seria discussione la sostenibilità di tali eccellenze, come pure l’indotto da queste generato. Rischiamo di perdere le nostre migliori professionalità che, a causa delle riduzioni, si vedono costrette a trasferire parte della loro attività (e i pazienti - forlivesi e non – che a loro si affidano) presso altre strutture private”.

SECCA SMENTITA DELL'AUSL: SOLO CHIUSURE ORDINARIE

Secca arriva la smentita dell'Ausl, spiegando che il fenomeno della riduzione delle attività estive è ordinario e applicato da tutte le Ausl: “In primo luogo, il piano di “rimodulazione attività sanitaria degenze del Morgagni-Pierantoni” per il periodo estivo 2013 indica semplicemente la normale riduzione dell’attività ospedaliera che, tutti gli anni, si registra nei mesi estivi, anche al fine di consentire al personale medico e infermieristico di godere del dovuto periodo di ferie. Per cinque settimane, dunque, come accade in tutte le altre Aziende Usl, verranno garantite le urgenze mentre l’attività programmata riprenderà come di consueto a settembre”.

“Tutto ciò non prelude ad alcuna chiusura di reparti o smobilitazione della sanità forlivese, tanto più che negli ultimi anni, nonostante l’Azienda Usl di Forlì sia in piano di rientro, il volume dell’attività ospedaliera è sempre aumentato: nel 2012, l’incremento rispetto al 2011 è stato del 2,1%, dato addirittura in crescita (+3,1%) in questi primi quattro mesi del 2013. Simile performace è dovuta alla riduzione del tempo medio di degenza, grazie alla quale è stato possibile accrescere l’indice di rotazione dei posti letto, col risultato di riuscire a ricoverare un maggior numero di persone, pur presentando un indice di complessità delle casistiche superiore alle altre Aziende”.

E ancora nella sua replica l’Ausl di Forlì: “D’altronde, in questi anni, per risolvere i problemi legati al deficit di bilancio, ha sempre lavorato sul versante dei costi, riconducendoli nell’ambito della media regionale senza intaccare la qualità, anzi, aumentando, come appena dimostrato, il volume dell’attività ospedaliera, nel rigoroso rispetto del principio di appropriatezza”.

TAGLI DRASTICI PER IL PRIVATO IN CONVENZIONE

Gli accordi regionali stipulati qualche settimana fa dalle strutture private convenzionate in Regione – riprende nell'attacco Pasini – avrebbero dovuto apportare un taglio di circa 800 mila euro con specifico riferimento ai ricoveri/posti letto, pare, invece, che si voglia recuperare un milione e mezzo da prestazioni ambulatoriali, per cui la Direzione Generale apporterà, alla prestazioni che vengono erogate in convezione dalla cliniche private, un taglio che andrà da un 1,2 milioni di euro fino ad 1,8 milioni di euro. Scure che si abbatterà sulle cliniche private forlivesi (Villa Serena e Villa Igea)”.

Insomma, diminuendo le prestazioni il polo sanitario privato forlivese sarebbe costretto alla riduzione del personale, punta il dito Pasini. “Va, poi, detto che la direzione di queste strutture aveva già iniziato un piano di di riduzione dei servizi ed ora, di fronte a questi nuovi tagli, pensa alla chiusura di tutta l'attività ambulatoriale, quanto meno a Villa Serena, per ben tre mesi, dal 1 luglio al 30 settembre. Uno scenario terribile sia per i pazienti sia per gli oltre 40 dipendenti messi in cassa integrazione: una decina di medici, 25 infermieri, 6 oss, 3-4 capiservizio, 1-2 tecnici radiologia, 3-4 addette all’accettazione, 1-2 unità di personale generico .In questa stima non sono considerate altre figure a rapporto libero-professionale o di collaborazione tramite società appaltatrici (quali ad esempio medici, fisioterapisti, personale addetto alle pulizie, ecc..) sui cui ci saranno analoghe ricadute”.

Sempre Pasini: “Conseguenza di tutto questo l'attività chirurgica verrà presumibilmente svolta solo a Villa Igea e solamente quella urgente. Tutto questo – chiosa Pasini – mentre le Asl limitrofe manterranno gli accordi regionali, vale a dire tagli medi da 450 a 550 mila euro unicamente sui ricoveri ospedalieri. La riprova di ciò è che a Villa Igea e a Villa Serena sono stati richiesti, in questi giorni, prestazioni di ecografia dalla vicina Cesena. Perchè, allora, queste limitazioni? La motivazione di tutto ciò sembra sia da addebitarsi al consumo maggiore di “specialista” rispetto alla media regionale da parte dell’AUSL di Forlì”.

L'AUSL REPLICA: NESSUN TAGLIO LINEARE

nche su questo tema arriva la replica dell'Ausl: “In secondo luogo, l’Azienda non ha intenzione di operare alcun taglio lineare nei confronti della sanità privata, con la quale verrà sottoscritto un accordo nel pieno rispetto del budget messo a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna e concordato con le organizzazioni di categoria. Chiaramente, visto che, come riconosce lo stesso Pasini, il territorio forlivese presenta un consumo maggiore di prestazioni specialistiche rispetto alla media regionale, occorrerà verificare se è possibile, attraverso una maggior appropriatezza, rientrare all’interno di quest’ultima. Nel 2012, sul versante della specialistica ambulatoriale, si è riusciti a ottenere una riduzione del 7% rispetto al 2011, dato, tuttavia, non ancora in linea con quello medio regionale, che ha fatto segnare un calo del 14%”.

“Per questo, si cercherà di migliorare ancora, sempre nel rispetto, però, della salute dei cittadini di questo territorio: se l’offerta risulterà effettivamente sovrabondante s’interverrà per ricondurla entro i parametri regionali, nel caso, invece, si riscontri una reale necessità di prestazioni, queste ultime verranno garantite”.

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