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Otto letti pronti per proteggere i senzatetto dal gelo

Il container predisposto dal Comune di Forlì per accogliere nottetempo i senza tetto in via Servadei, potrebbe essere operativo già da mercoledì

Il container predisposto dal Comune di Forlì per accogliere nottetempo i senza tetto in via Servadei, potrebbe essere operativo già da mercoledì. Il modulo abitativo sarà gestito dai volontari dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII di Forlì “Stiamo assolvendo gli ultimi adempimenti burocratici e dio sicurezza richiesti dal Comune. Contiamo di accogliere i primi ospiti già mercoledì mattina”. E’ prodigo di certezze Daniele Severi, coordinatore forlivese dell’Associazione e diretto responsabile dell’operazione “Capanna di Betlemme”, tesa a dare una sistemazione dignitosa ai senza tetto forlivesi a rischio assideramento.



Nel mirino solidale del Comune e dell’assessore Davide Drei, che in questo modo hanno risposto prontamente anche ad una precisa richiesta d’intervento del vescovo di Forlì-Bertinoro monsignor Lino Pizzi, l’indomani della morte di Franco Lotti, ci sono otto, dieci volti noti, italiani e stranieri, tutti senza arte, parte né tetto, che in questo modo verranno tolti dalla strada, almeno nottetempo, e ricoverati in un luogo caldo e dignitoso. Il modulo abitativo attrezzato, tutto a spese del Comune, è già stato installato in una piazzola comunale di via Servadei, in località Pieveacquedotto, a poche centinaia di metri dal casello autostradale. All’interno vi sono otto letti con tanto di lenzuola e coperte, ma anche un comodino ogni due brande. “E’ un servizio - precisa Severi – che la nostra Associazione conduce da anni in altre città italiane, a Bologna come a Rimini, e anche in numerose località del nord Italia, a cominciare dal Piemonte”. I volontari faranno due giri ogni sera tra le 20.30 e le 21 e verso le 22.30. Prima tappa del servizio targato “Papagio” sarà il Centro Diurno Caritas di San Mercuriale, per poi dirigersi verso la stazione ferroviaria e le sue adiacenze.

“I potenziali utenti sono tutti ‘borderline’, in maggioranza italiani. Come tali occorre informarli dell’opportunità della Capanna di Betlemme, una volta accertato il loro disagio”. Trattandosi di un rifugio per la notte, alla mattina il container chiude e i suoi ospiti vengono trasportati nel chiostro di San Mercuriale, destinazione Centro Diurno. Tutto questo andrà avanti finché perdureranno le rigide temperature notturne di questi giorni. Daniele Severi si dichiara convinto che quella del container sia la miglior risposta, esperimentata in altre città, all’emergenza gelo per i senza tetto. I volontari della “Papagio” non si limiteranno a gestire il contenitore, ma a dare assistenza morale alle persone bisognose e tanto calore umano. Non ultimo la redazione di un progetto, concordato con gli stessi ospiti dei container, per un loro reinserimento nella società al termine dell’Operazione “Capanna di Betlemme”.

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