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Padre Luca Vitali guida il ritiro di Pasqua dell’Azione Cattolica dal Brasile

Il ritiro in preparazione alla Pasqua è una costante dell’Azione Cattolica. La singolarità dell’incontro di domenica sta nella modalità di intervento

“La pandemia, di cui si parla molto in Italia, qui è uno dei tanti problemi, ma non l’unico”. Ultime ore per potersi iscrivere al ritiro spirituale di Quaresima dell’Azione Cattolica diocesana di Forlì-Bertinoro, in programma domenica dalle 15 alle 17. Condotta da padre Luca Vitali sulla piattaforma “Zoom”, la riflessione avrà come tema “La Preghiera diventa contatto con Dio, con noi stessi, con gli altri, custodisce le relazioni, abbraccia tutti”.

Sarà possibile collegarsi da casa, oppure vivere la catechesi in presenza dalle rispettive parrocchie. Il ritiro in preparazione alla Pasqua è una costante dell’Azione Cattolica. La singolarità dell’incontro di domenica sta nella modalità d’intervento: padre Luca, sacerdote forlimpopolese incardinato nella Comunità Missionaria di Villaregia, condurrà il ritiro direttamente dalla megalopoli di San Paolo, in cui è approdato il 2 novembre scorso. “Vado in Brasile – comunicò in ottobre alla veglia missionaria diocesana presieduta dal vescovo Livio Corazza - a sostenere il futuro di bambini, ragazzi e giovani”. La prima realtà incontrata da padre Luca una volta atterrato nell’immenso paese sudamericano, è stata Belo Horizonte, città di due milioni e mezzo di abitanti.

“Al termine della quarantena preventiva - scrive agli amici forlivesi tramite facebook - siamo riusciti a visitare alcuni luoghi della missione. Sento il profondo desiderio di raggiungervi per condividere quello che ho visto e vissuto. Mentre scrivo mi sono accanto Annalena e Benedetta, compagne e maestre di fraternità in questa nuova fase della vita”. Dal balcone della sua stanza, padre Luca descrive le case precarie sulle colline che circondano la missione: a causa della pandemia, il 50% della popolazione ha perso il lavoro e tanti non sanno come pagare l’affitto. “Carissimi - appunta il missionario alla data del 14 febbraio, commentando il Vangelo del giorno - la pandemia, di cui si parla molto in Italia, qui è uno dei tanti problemi, ma non l’unico. Anche questa mattina siamo tornati a Nova Canáa, dove la vita di ‘quartiere’ continua a prendere forma tra mille difficoltà, ingiustizie e violenza. La pioggia forte di questi giorni ha fatto crollare il tetto di alcune baracche, altre si sono riempite di terra. Incontriamo la gente che, con una dignità incredibile, svuota il poco che ha e riparte sistemando le assi di legno, i cartoni, i cellofan che fanno da pareti e, quasi come per incanto, può riprendere a sognare”.

“Con le Ceneri – scrive invece alla data del 17 febbraio - è iniziato il nostro cammino di conversione alla bellezza autentica, fragile e umile di noi, 40 giorni nei quali siamo chiamati a liberare l’amore che il Signore ci ha posto dentro. Gesù accetta di soffrire molto, di essere rifiutato dal potere politico, religioso e sociale non perché ama la sofferenza, ma perché ha imboccato la via dell’amore. Egli ci ama così tanto da essere disposto a stare dalla nostra parte, dalla parte di chi resta indietro, di chi soffre, di chi è povero, di chi perde”. Tante le sfide, le necessità e le ferite, alle quali si aggiunge quella della pandemia. Ma padre Luca è consapevole che la vera forza di cambiamento nasce dal vangelo condiviso in un’esperienza di fraternità.

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