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Palazzo Talenti Framonti: un ristorante da 80 posti e prodotti tipici

I due piani più ampi di Palazzo Talenti Framonti saranno aperti all'enogastronomia a tutto tondo. Per il secondo piano ed il sottotetto la Fondazione ha indetto un bando pubblico per manifestazioni di interesse

I due piani più ampi di Palazzo Talenti Framonti saranno aperti all'enogastronomia a tutto tondo. Per il secondo piano ed il sottotetto la Fondazione ha indetto un bando pubblico per manifestazioni di interesse per la gestione delle attività gastronomiche. La previsione per avere a disposizione tutto il palazzo è aprile 2013. Intanto la prima scadenza è l'apertura del chiostro a fine aprile 2012, poi sarà la volta di Feltrinelli, entro la fine di maggio, e a fine giugno sarà pronto e funzionante anche il corpo centrale del palazzo.

Il bando prevede la gestione in forma esclusiva o associata della ristorazione e della vendita di prodotti, senza escludere la forma del franchising. Inoltre si dà priorità ai prodotti romagnoli, ma dando sopazio anche alle eccellenze gastronomiche italiane e straniere. Gli utenti ai quali va indirizzata l'offerta sono, oltre ai visitatori delle mostre del San Domenico, impiegati, giovani e coppie, per questo va prevista un'apertura a pranzo, cena, per la ristorazione veloce e per iniziative, anche in relazione agli eventi che saranno realizzati nel chiostro. La scadenza per la presentazione delle manifestazioni di interesse sarebbe il 15 aprile, ma non è tassativa, potrebbe essere prolungata.

Il ristornate è previsto nel sottotetto, su una superficie di 250 mq di sala, con 80 posti circa, 150 mq di cucina (550 totali con servizi e parti comuni). Il secondo piano sarà invece dedicato alla vendita e alle degustazioni di prodotti su oltre 400 mq (608 in totale). “Abbiamo bisogno di scegliere  - spiega il presidente della Fondazione Piegiuseppe Dolcini riguardo al bando – per questo cerchiamo un ventaglio di proposte il più ampio possibile, ma la nostra intenzione non è quella di fare un locale di lusso. Siamo già in contatto con grandi marchi della ristorazione”. Non si esclude, infatti, la possibilità di un franchising.

Intanto la struttura, con lucernai nel sottotetto che guardano Piazza Sffi, 'botole' di vetro sul pavimento per vedere il piano inferiore, mantiene lo stile  e la “logica del palazzo aperto – spiega il segretario generale della Fondazione, Antonio Branca – in ogni piano c'è infatti un vano di accesso comune”.




 

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