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Tempo di Natale

Flamigni porta la Romagna nel mondo, un milione di panettoni a tavola: "Ricerca continua, innovazione e qualità"

Sarà un Natale da leccarsi i baffi grazie all'azienda dolciaria radicata a Forlì dal 1930

Quando la tradizione si sposa perfettamente con la ricerca e l'innovazione. In un'unica parola, Flamigni. Sarà un Natale da leccarsi i baffi grazie all'azienda dolciaria radicata a Forlì dal 1930, quando i fratelli Armando, Lieto e Aurelio Flamigni aprirono la loro pasticceria in Piazza Saffi. Da allora il marchio ne ha fatta di strada, trasformandosi in un colosso industriale al timone di Massimo e Renata Buli ed arrivando ad esportare panettoni, pandori, torroni, biscotti in 41 Paesi del Mondo, per un giro d'affari nel 2023 di oltre 17 milioni di fatturato.

“E' stato un anno positivo - le parole di Camillo Serena, direttore commerciale e marketing di Flamigni -. Nonostante le indirette conseguenze dell'alluvione, abbiamo chiuso il fatturato con un incremento del 9,5% rispetto al 2022. Il 2023 è stato l'anno dei grandi formati, progetto che prende il nome di 'Octagono' e che ha mosso i primi passi un anno fa. E' stata prodotta una quantità importante di panettoni da 5, 10 e 20 chili che mai era successo nella nostra esistenza”.

Con 'Octagono' il taglio del panettone è diventato un’esperienza artistica a trecentosessanta gradi. “Questo ci ha aperto una strada commerciale nuova, ma soprattutto la divulgazione del brand Flamigni, che oggi più che mai sta diventando un'eccellenza della Romagna - sottolinea Serena -. Abbiamo tagliato un 5 chili al comando generale dell'Arma, un 20 chili alla festa di Unieuro con 300 invitati, mentre all'evento Ducati tenutosi a Bologna e che ha celebrato i titoli mondiali in MotoGp e Superbike abbiamo tagliato 60 chili di panettone in grandi formati”.

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Perchè questo progetto sta riscuotendo così tanto successo?
"E' l'apprezzamento del panettone, visto per fare festa e condividere un momento speciale. Il formato da 20 chili lo presentiamo esclusivamente al gusto classico, uvetta e canditi, mentre quello da 10 chili anche al profumo di rose e cioccolato. Stiamo spingendo soprattutto sul classico, perchè vogliamo far tornare ad assaporare il gusto del panettone come era una volta. Abbiamo inoltre personalizzato i pirottini dei panettoni, portandoli a diventare un dolce da condividere con gli amici. Un panettone da 5 chili può soddisfare tranquillamente una festa da 50 persone, uno da 10 da 100 persone. In cene aziendali ed eventi speciali è diventato un prodotto molto interessante".

Quanti 'grandi formati' avete sfornato?
"Quest'anno ne abbiamo prodotti quasi 2mila. Nel 2022 ne avevamo prodotti tre da 20 chili come prova, mentre quest'anno ne abbiamo venduti 15".

Quando è iniziata la produzione per queste festività?
"Subito dopo Ferragosto e l'abbiamo conclusa ai primi di dicembre. Solo di panettoni abbiamo prodotto circa un milione di pezzi, mentre di pandori, realizzati con una ricetta veronese, poco più di 300mila pezzi. Ma siamo già proiettati verso la Pasqua, poiché quest'anno arriva a fine marzo. Il 13 dicembre è iniziata la produzione delle prime colombe".

Quali sono le principali novità che saranno assaporate in questo Natale a tavola?
"Il panettone allo Scotch, realizzato con il Glent Grant, ha avuto un successo incredibile. Poi c'è quello al Limoncello realizzato con la collaborazione della ditta Pallini, quello al Gin e il Ron al gusto di rum e cioccolato fatto col gruppo Coca Cola. Tra le novità nei farciti c'è il Gran tatin, con una crema realizzata con mele cotte al vapore e vaniglia secondo un'antica ricetta francese. E' un'esclusiva di Flamigni. Poi come sempre ci sono i classici e quello alla zabaione, un'autentica delizia. Un'altra collaborazione molto importante è quella con le Amarene Toschi. Poi c'è una collaborazione che ci tengo a sottolineare".

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Quale?
"Abbiamo realizzato un progetto molto interessante con l'azienda Guidi con il marchio Albisole. Siamo riusciti a creare un panettone con una ricetta che ha richiesto un anno di lavoro per esser messa a punto. Presenta all'interno albicocche semi-candite di grandi dimensioni, tagliate a quattro pezzi. In bocca si può assaporare una dolcezza unica, che piace moltissimo ai bambini. E' un prodotto molto interessante".

Insomma, eccellenza sposa eccellenza...
"Puntiamo su collaborazioni di qualità. Ad esempio per la parte salata abbiamo una partnership con “Calvisius”".

C'è tanto lavoro di ricerca dietro i nuovi gusti...
"C'è un ufficio ricerca prodotto, che lavora continuamente tutto l'anno. Cerchiamo di capire di cosa ha bisogno il mercato e cosa piacerebbe avere, il tutto senza abbandonare la tradizionalità del prodotto Flamigni, E stiamo già testando nuovi progetti per il prossimo anno. L'azienda investe tanto nella ricerca e sviluppo che non è fine a stessa. L'obiettivo è presentare prodotti semplici, naturali e non complessi, ma che hanno un gusto al palato che sia all'altezza del nome Flamigni".

E questo si concretizza in numeri importanti, economicamente parlando
"Quest'anno superiamo i 17 milioni di euro, con un incremento del 9,5% nonostante le indirette conseguenze dell'alluvione e dell'aumento dell'inflazione. Nonostante ciò il listino dei prezzi non ha subìto grandi variazioni. Va molto bene anche l'export, con una crescita del 12%, anche se l'impatto sul fatturato totale è intorno al 20%. Esportiamo in 41 Paesi nel mondo. Stiamo raccogliendo quanto abbiamo seminato nel corso delle fiere, partecipando ad una trentina di manifestazioni che ci ha permesso di aprire nuovi canali".

Ad esempio?
"I viaggiatori in prima classe su Italo possono trovare i nostri biscotti, che vengono serviti come benvenuto. Poi abbiamo firmato un accordo biennale con Lufthansa-Air Dolomiti. C'è da menzionare anche il torrone, acquistabile nei punti vendita di Eataly presenti in tutto il mondo".

Ai bambini, e non solo, è piaciuto tantissimo il panettone gigante allestito al Garden Bulzaga di Faenza...
"Abbiamo riprodotto un panettone alto, con una circonferenza di oltre tre metri, come se fosse una grotta e all'interno abbiamo posizionato un ottagono dove ogni tanto tagliamo qualche panettone. Abbiamo messo in vendita i panettoni più iconici e sta funzionando molto bene. Magari in futuro lo proporremo anche a Forlì".

Flamigni è tornato in centro storico con il progetto “Casa Romagna”
"Flamigni voleva tornare in centro storico e alle sue origini in modo indiretto e lo facciamo con questo progetto molto interessante. Il 22 dicembre abbiamo inaugurato ufficialmente il progetto, tagliando un panettone da 10 chili, oltre che organizzare la cena aziendale di Natale".

Flamigni porta la Romagna nel mondo...
"Le faccio un altro esempio. Dal 14 dicembre siamo presenti nell'area imbarchi dell'aeroporto di Bologna con un’opera dedicata alle ceramiche di Faenza. Si tratta di un tributo alla nostra terra, una vera e propria opera d'arte molto apprezzata dai passeggeri".

A feste concluse tornerà il tradizionale outlet di Flamigni?
"Dall'8 gennaio e per le due settimane successive e sarà ricco di novità. Potranno esser acquistati anche i nuovi prodotti fino ad esaurimento scorte ovviamente".

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