L'assessore Paola Casara: "Forlì è matura per un incubatore d'impresa, la città deve pensare in grande"

Paola Casara nella giunta Zattini sarà colei che si occuperà dei giovani dalla a alla zeta. Si parte dagli asili nido e scuole materne fino ai gradi maggiori dell'istruzione. Poi c'è la delega “alle imprese”

Paola Casara nella giunta Zattini sarà colei che si occuperà dei giovani dalla a alla zeta. Si parte dall'infanzia, quindi dagli asili nido e scuole materne, fino ai gradi maggiori dell'istruzione, in cui viene richiesto un maggior contatto con il mondo produttivo. Poi c'è la delega “alle imprese” (che viene così ridefinita dalla precedente dizione di “attività produttive”, con il sostegno al lavoro come primo obiettivo, ed infine le politiche giovanili. Quello di Casara è un assessorato che ricalca in gran parte quello precedente affidato al vice-sindaco Lubiano Montaguti, ma con l'aggiunta delle Politiche giovanili, che nella scorsa legislatura erano state scorporate e unite alla cultura, sotto l'assessorato di Elisa Giovannetti. Nella sua prima settimana da assessore Casara è a mezzo servizio: è insegnante di scuola superiore ed è impegnata nel completamento degli esami di maturità, dato che è presidente di commissione a Cesena. 

Il suo assessorato ricalca quello precedente di Lubiano Montaguti, vi siete sentiti?
“Ci siamo sentiti al telefono appena ufficializzata la nomina e poi ci siamo visti, avevo piacere di vedere con lui i progetti in corso e le scadenze. Montaguti è sempre stato molto collaborativo con me, essendo stata nella precedente amministrazione vice-presidente della terza commissione, è stato quindi un un dialogo su cose da me già in larga parte conosciute”.

VIDEO - Casara: "Renderemo la vita facile alle imprese"

La scuola è la sua realtà, viene da quel mondo dato lei è insegnante.
“Sì, sono insegnante all'Itis. Ancora prima di arrivare qui a Forlì nel 1999, mi sono occupata di orientamento, ne sono stata responsabile per tanti anni e mi sono occupato di alternanza scuola-lavoro e rapporto con le aziende. Mi sono quindi interfacciata per lavoro e poi per dieci anni anche come politica con molte aziende del territorio. La mia formazione e le mie competenze si sposano bene con l'assessorato che mi è stato affidato”.

Sarà assessore a tempo pieno?
“Dedicherò tutto il mio tempo alla politica, prendendo l'aspettativa, potendolo fare è la scelta migliore. Anche perché la scuola ha tempi rigidi e impegni concentrati soprattutto la mattina, non sarebbe possibile mantenere entrambi gli impegni”.

Un primo progetto che ha in mente?
“Questo territorio ha sempre avuto un occhio di riguardo nei confronti delle politiche educative, voglio seguire i percorsi già tracciati, migliorandoli. A settembre bisognerà rivedere gli ambiti territoriali degli istituti comprensivi, servono delle rifiniture sui numeri, lo faremo col coinvolgimento dei dirigenti scolastici”. 

A lei anche la delega per asili nido e scuole materne.
“Sono realtà che funzionano bene. Sui nidi abbiamo già affrontato e risolto una questione. Col calo della richiesta negli anni scorsi i posti c'erano per tutti e anzi c'era sovrabbondanza , quest'anno c'è stata un'inversione di tendenza e c'erano 15-20 famiglie rimaste fuori dal sistema, abbiamo già previsto una variazione di bilancio che andrà al voto nel prossimo consiglio, per finanziare le richieste di accesso chi era rimasti fuori. Abbiamo trovato le risorse con l'assessore Vittorio Cicognani. E' un primo segnale. In futuro cercherò risorse aggiuntivi per i nidi convenzionati”. 

I bambini poi crescono e vanno nei gradi successivi di istruzione.
“Sulle scuole mi sta molto a cuore il legame col territorio e le sue aziende, negli ultimi mesi di campagna elettorale abbiamo parlato con tanti imprenditori e con le associazioni di categoria, da loro emerge che oggi a Forlì mancano delle figure professionali formate necessarie al sistema produttivo, bisognerà iniziare a fare un ragionamento su come preparare queste figure che molti imprenditori in questo momento cercano fuori Forlì, rquindi ivedere qualche indirizzo, pensare a percorsi paralleli da fare nel triennio nella scuola superiore ,con laboratori in cui le aziende capo-filiera del territorio potrebbero aiutarci per preparare queste figure professionali, poi pronte e disponibili poi uscite dalla scuola”. 

Cosa vi chiedono le imprese?
“Chiedono solo di lavorare, di mettere al centro le imprese con meno burocrazia e accelerare i tempi di risposta. Il lavoro da fare è duplice: sostenere le aziende che ci sono già, essere al loro fianco, e avere poi un occhio di riguardo ai nuovi insediamenti. Per le start-up CesenaLab è una bella esperienza, anche a Forlì potremmo renderla operativo. La mia idea va però oltre: nel percorso parallelo di cui dicevo prima, sarebbe importante creare un incubatore di impresa che ancora non c'è a Forlì. I tempi sono maturi, ci sono le risorse e le professionalità per questo”. 

Vede una situazione critica per il lavoro a Forlì?
“Dobbiamo partire dai dati e quelli attuali danno un tasso di disoccupazione del 6%, quindi non è elevato, ma se si va nel dettaglio i giovani arrivano al 18%, spacchettando ancora di più, è più alta la disoccupazione giovanile nelle donne. E' un dato che va capito e su questo dobbiamo lavorare anche come politiche giovanili”.

Anche quelle sono una sua delega.
“E' il mio mondo, quello a cui sono maggiormente a contatto. I giovani chiedono degli spazi, di incontro ma anche di studio. Mancano aule-studio e una critica che faccio alla precedente amministrazione è che non si può procedere a mettere a posto contenitori come il Campostrino e l'ex Santarelli, decidendo solo dopo cosa ci metterai dentro. Bosogna fare il contrario: prima decidere cosa ti serve e poi uno spazio che si concili con le tue esigenze. Il Campostrino è ormai finito e non si sa ancora cosa farci, alcuni hanno proposto di realizzare spazi in cui giovani possano studiare, non solo universitari, anche agli studenti delle scuole superiori  piacerebbero spazi in cui studiare e ritrovarsi diversi da quelli della propria casa. Non so se si possa fare, lo approfondiremo. I posti per lo studio all'università sono piuttosto pieni, sono state chiuse le aule Valverde, bisogna pensare anche alla biblioteca che è a mezzo servizio. Al Campostrino e all'ex Santarelli mi piacerebbe che venissero creati spazi innovativi anche dal punto di vista delle tecnologie, bisogna pensare a Forlì con un'altra visione: una città universitaria che ha la possibilità di avere Medicina, e che quindi guardi alle esperienze delle grandi città, pensare in grande”.

Chi è Paola Casara: famiglia, passioni e gusti a tavola.
“Ammetto che non mi piace cucinare, intanto dico cosa non mi piace! Mi piace viaggiare, leggere e camminare in montagna, sono una grande tifosa dell'Unieuro, ho due figli di 17 e 19 anni. In questi dieci anni di consigliera ho dovuto conciliare politica, insegnamento e i miei figli, non è sempre stato facile. A loro dico un grande 'grazie' perché hanno capito che per me era un impegno preso con la città: mi hanno supportato e sopportato molto in questi anni. Ho cercato di far loro capire che quando una persona prende un impegno lo deve portare avanti e non può dire di no se c'è da stare in Consiglio la sera, fare un'ora in più per qualcosa o a rispondere ad una telefonata mentre si è a casa”.

La vedova dell'ex sindaco Franco Rusticali, sua suocera, ha fatto un endorsement pubblico nei confronti di Zattini. Lei ha avuto più di 500 preferenze, ha pescato voti dai delusi di centro-sinistra?
“Ho sempre avuto coi miei suoceri un grande legame affettivo e di stima reciproca, ancora adesso con mia suocera ho un bellissimo rapporto, loro mi hanno accolto come una figlia 20 anni fa quando arrivai a Forlì, e non lo potrò mai dimenticare. Dal punto di vista elettorale ho avuto attestati di stima molto trasversali, ho sempre avuto contatti con più mondi e con esponenti anche dichiaratamente di altre idee, penso di aver preso voti anche da quei mondi per due motivi: perché è mancata dall'altra parte un contatto con la società, con una crisi evidente che c'era nel Pd, e perché nel territorio si votano prima di tutto le persone. Questa è stata la mia forza”.

Lei in giunta rappresenta la lista civica di Zattini, che ha avuto un successo elettorale molto forte, al 10.6%. 'Forlì cambia' pare contraddistinta da una forte componente cattolica-conservatrice. E' così?
“Quando sono entrata in 'Forlì Cambia', l'associazione era stata già creata e non ho seguito la sua  costruzione. Sicuramente molto del mondo cattolico si è riconosciuto in questa lista, ma è un mondo più fluido di quello che crediamo, tanto che per esempio dall'altra parte c'era una forte lista cattolica che fa capo all'ex assessore Raoul Mosconi. E' in verità una lista, e un'associazione dietro, che ha molte anime, toccando quasi tutte le sensibilità della società civile e questo è una grande risorsa per il centro-destra".

In che senso?
“Ho sempre criticato che nel centro-destra non si lavorava per costruire un'alternativa credibile poco alla volta, con candidature non messe all'ultimo ma elaborate nel tempo. La scelta di Zattini è stata diversa, la sua elezione sia un'occasione per il centro-destra di pianificare l'attività politica e per diventare forte e competente”.

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