Parrucchieri, si avvicina la riapertura. Ma si brancola nel buio: "Sarà durissima. Così non è umano"

Doretta Brancaleoni, titolare dell'omonimo salone di acconciature in via Macero Sauli, si fa portavoce del disappunto della categoria

C'è la data: il 18 maggio. C'è la felicità per la riapertura. Eppure si continua a brancolare nel buio. Perchè mancano ancora risposte e certezze a pochi giorni dall'alzata della saracinesca. Doretta Brancaleoni, titolare dell'omonimo salone di acconciature in via Macero Sauli, si fa portavoce del disappunto della categoria avendo raccolto le opinioni di numerose colleghe. "Siamo ancora in attesa di un protocollo definitivo, a quanto pare atteso per venerdì, per sapere a cosa di preciso ci dovremo attenere - afferma "Dory" -. Non sappiamo bene se i dipendenti possono lavorare, quante persone possono essere presenti nel salone in base alle metrature. Ci sono tanti dubbi insomma, perchè non c'è nulla di specifico".

Prosegue la parrucchiera: "Il fatto che il protocollo potrebbe essere reso noto solo venerdì rende difficile l'organizzazione. Ci sembra al quanto grave tutto ciò di fronte al fatto che già da due mesi la nostra categoria ha dovuto affrontare acquisti non indifferenti di dispositivi di sicurezza e prodotti igienizzanti nonostante gli ammanchi conseguenti la chiusura per l'emergenza sanitaria da covid-19. E non sappiamo se dovremo acquistare altrecose per l'allestimento. Perchè alla fine ci stanno chiedendo di trasformare gli spazi in una sorta di sala operatoria".

Brancaleoni da un lato è soddisfatta nel poter riprendere l'attività, ma dall'altra non nasconde la propria rabbia ed è un fiume in piena: "Due giorni sono pochi per organizzarci e dovremo restare nei nostri negozi dalla mattina alla sera per mettere a posto tutto alla perfezione. La considerazione per la nostra organizzazione lavorativa è stata veramente molto deludente. Hanno avuto due mesi di tempo per organizzare una ripartenza e siamo ancora in alto mare".

"Dory" spiega la sua organizzazione lavorativa: "Ho già fissato gli appuntamenti per la prossima settimana, fermo restando che sulla base del protocollo che stiamo aspettando potrebbero slittare nelle giornate successive". Quante persone potranno essere accolte quotidianamente? Doretta ha stimato un massimo di cinque al giorno, "considerando i tempi di sanificazione richiesti. Sarà durissima, ma ci dobbiamo provare". 

Le dimensioni del suo salone garantiscono due clienti all'interno ed una postazione tecnica, ovviamente mantenendo i due metri di distanza: "Io per fortuna ho lo spazio, ma altri miei colleghi hanno spazi più ristretti e non sanno come fare". In più si vanno ad aggiungere le spese, non poche, per i monouso, la sanificazione, l’igienizzazione: "Al momento si aggira sui 1100 euro. Non avendo incassato nulla due mesi, ovviamente il conto è in rosso ed i fornitori vanno pagati subito. Abbiamo affrontato spese al quanto indifferenti, senza considerare il fatto che non ho acquistato pannelli in plexiglas".

Per quanto concerne l'elasticità degli orari lavorativi, "sicuramente resterò aperta sette giorni su sette se sarà consentito e fino alle 21. Non ci possiamo più permettere di stare chiusi, perchè dobbiamo recuperare oltre due mesi di arretrati". Tasse e spese, infatti, incombono. Vecchie e nuove. "Non è umano, non è così che doveva andare", conclude amareggiata "Dory".

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Nella foto Doretta Brancaleoni

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