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Foto di repertorio

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Patenti truccate. Una 'controfigura' per sostenere l'esame

Fino a 2.500 euro era il prezzo per superare l'esame teorico della patente, senza mai doverlo sostenere. Il test infatti, al posto dei candidati, lo svolgeva una 'controfigura'

Fino a 2.500 euro era il prezzo per superare l'esame teorico della patente, senza mai doverlo sostenere. Il test infatti, al posto dei candidati, lo svolgeva una 'controfigura', una moldava infallibile nelle risposte multiple su segnaletica e codice stradale. La donna, che si camuffava con parrucche e cambi d'abito per non destare sospetti, era l'esecutrice e poteva fare anche quattro diversi esami in un giorno. L'accordo era stato preso dai titolari di una scuola guida, che si spartiva i guadagni con una funzionaria della Motorizzazione civile di Bologna, che sapeva tutto e fingeva di non vedere. Così i tre sono riusciti a 'vendere' 51 patenti in sei mesi, in maggioranza a stranieri. Anche a Castrocaro.

Insiene ai militari delle Compagnie Carabinieri di Bologna Centro, Bologna Borgo Panigale, Imola, Medicina, Molinella, Vergato, Forlì, Udine, Sesto San Giovanni, Portomaggiore, Lugo, Faenza, Pavullo nel Frignano, sono state sottoposte a sequestro tutte le 4 sedi dell’autoscuola in argomento, nonché le patenti di guida/permessi temporanei intestati a 52 soggetti, anch’essi sottoposti alle indagini per aver concorso con gli arrestati nel reato continuato di  falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative, consistente nell’aver indotto in errore i funzionari dell’ufficio patenti della motorizzazione che rilasciavano loro la patente di guida. I Carabinieri di Forlì hanno trovato uno straniero, residente a Castrocaro in possesso di una di queste patenti per il motociclo. Per lui il sequestro anche del mezzo.

Il raggiro è stato scoperto e il Gip di Bologna Alberto Gamberini ha emesso ordinanze di custodia cautelare in carcere per i gestori dell'autoscuola, Giuseppe Masi, 61 anni e Moreno Bortolotti, 55, e per Marina Raimo, 57, responsabile ufficio patenti e sinistri della Motorizzazione; custodia ai domiciliari per Ecaterina Belousov, 50. Indagati per falso tutti i 'candidati', le patenti sequestrate. Le indagini sono state svolte dal Nor dei carabinieri di San Giovanni in Persiceto e coordinate dal pm Rossella Poggioli. Le accuse per i quattro arrestati sono associazione per delinquere, corruzione, falso ideologico e varie tipologie di falsità. Anche gli uffici dell'autoscuola, in provincia (Borgo Tossignano, Imola, Castel San Pietro Terme e Medicina), sono stati sequestrati, così come la sede legale che é a Bologna.

Intercettazioni, appostamenti, riprese, hanno consentito ai militari - che hanno potuto contare sulla collaborazione della dirigenza della Motorizzazione - oltre che di provare il pagamento delle 'mazzette', di accertare i 51 casi e di ricostruire il meccanismo: l'autoscuola prenotava gli esami, dopo un 'confronto' con la funzionaria sui giorni in cui era presente lei alle prove. Poi alla moldava, che riceveva circa 100 euro a patente, venivano passate le cartellette con i documenti dei candidati. Lei si presentava, consegnava le carte all'esaminatrice, riceveva il badge, svolgeva il test al computer, quindi riconsegnava il badge alla donna. L'esame risultava superato dal proprietario dei documenti. La straniera allora usciva dall'ufficio, si travestiva per non insospettire le persone presenti e rientrava per sostenere un'altra prova.

Tra chi ha comprato in questo modo il passaggio dell'esame, in gran parte stranieri che non comprendono l'italiano, ci sono anche alcuni italiani ai quali la patente era stata revocata per fatti penalmente rilevanti. "Oltre alla corruzione, reato che infetta il vivere civile - ha commentato il procuratore aggiunto e portavoce della procura di Bologna, Valter Giovannini - è ancor più grave il danno collaterale: consentire a persone che non sanno leggere i segnali stradali di circolare".

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