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Cronaca

Sulle orme di San Giovanni Paolo II: pellegrinaggio in Polonia

Il recente viaggio in Polonia sulle orme di San Giovanni Paolo II, compiuto da una ventina di pellegrini della parrocchia forlivese di Santa Maria Assunta della Pianta, ha consentito anche di visitare Auschwitz

Il recente viaggio in Polonia sulle orme di San Giovanni Paolo II, compiuto da una ventina di pellegrini della parrocchia forlivese di Santa Maria Assunta della Pianta, ha consentito di visitare anche il famigerato campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. In nove intensi giorni sono stati toccati i principali luoghi della parabola terrena del grande pontefice polacco, canonizzato da papa Francesco il 27 aprile 2014 a Roma: dalla nascita a Wadowice il 28 maggio 1920, all’elezione al soglio di Pietro il 16 ottobre 1978.

Villiam Casadei, organizzatore del viaggio, ha scelto Cracovia come base dell’intero pellegrinaggio, sul presupposto che quasi tutti i luoghi legati al papa polacco, gravitano nel raggio d’azione della Firenze del nord. La località più lontana toccata dai forlivesi, Chestochowa, con il celebre santuario della Madonna Nera di Iasna Gora, dista 130 chilometri. Uscita miracolosamente indenne dal secondo conflitto mondiale, Cracovia, con la spettacolare Piazza del Mercato, il Palazzo dei Tessuti e la basilica a due torri di Santa Maria, è una città bellissima che da sola vale un viaggio in Polonia. I “motivi” cracoviani legati a Giovanni Paolo II sono molteplici: qui il giovane Karol si recò a studiare all’età di 18 anni e qui fu arcivescovo dal 1964 al 1978. La prima tappa del viaggio dei forlivesi è stata Wadowice, con la visita alla casa nativa, oggi trasformata in museo, e alla chiesa dove Woityla è stato battezzato il 20 giugno 1920.

Pellegrinaggio in Polonia: le foto

Sulla strada del ritorno a Cracovia, il gruppo si è soffermato a Kalwaria Zebrzydowska, il monte dove il futuro papa maturò la vocazione sacerdotale, e a Lagiewniki con il Santuario della Divina Misericordia e le reliquie della mistica santa Faustina Kowalska, consacrato da Giovanni Paolo II nel 2002. A 60 chilometri da Cracovia, i forlivesi si sono imbattuti in uno degli orrori più grandi della storia europea del Novecento: il campo di stermino di Auschwitz - Birkenau. “E’ un luogo – dichiara il parroco della Pianta don Felice Brognoli, presente al pellegrinaggio - che sarebbe utile fosse visitato da tutti, almeno una volta nella vita, perché tante sono le emozioni che si provano girando fra quelle baracche. Ad Auschwitz veramente si comprende il significato di sofferenza, dolore e morte”. Il gruppo ha visitato l’ex lager tedesco proprio nel giorno del 73° anniversario della morte di Massimiliano Maria Kolbe: il francescano polacco, che si era offerto di prendere il posto di un padre di famiglia, destinato a morire di fame e di stenti nel bunker 13, è stato beatificato nel 1971 da papa Paolo VI ed è stato proclamato santo nel 1982 da Giovanni Paolo II.

Molti musi lunghi in albergo di ritorno da Auschwitz: a quasi 70 anni dalla fine dell’incubo, calpestare il suolo che vide lo sterminio scientifico di un milione e mezzo di persone, in gran parte ebrei, desta ancora stupore e angoscia. “Se comprendere è impossibile – scrive Primo Levi, deportato ad Auschwitz e morto suicida l’11 aprile 1987 - conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare”. Nel percorso della memoria rappresentato dal campo di sterminio polacco luogo simbolo della Shoah, visitato da papa Wojtyla il 7 giugno 1979, merita un passaggio anche la mostra di Marian Ko?dziej “Cliché di memoria – Labirinti”, ospitata nella Casa di spiritualità San Massimiliano Kolbe di Harmeze, condotta dalle Missionarie dell’Immacolata Padre Kolbe. Artista e scenografo, l’autore, scomparso nel 2009 a Danzica all’età di 88 anni, rende testimonianza dell’esperienza vissuta come prigioniero ad Auschwitz, con una serie di tavole e disegni di straordinario impatto emotivo.

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